lunedì, 29 giugno 2009, ore 17:17

analkoliker
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venerdì, 15 maggio 2009, ore 09:56

 

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 Continuava a camminare danzando tra le strette onde
le sue dita accarezzavano affilati steli d'erba.
Uno sguardo alla riva e uno all'acqua
e l'antico splendore non elargiva trasparenze.

Il suono del vento le stringeva i capelli
ed il tepore della notte le sfiorava le gote.
Soffici vesti non le impedivano brividi
e lunghi sospiri componevano note.

L'arida terra le graffiava le caviglie
l'arsura le raggiungeva il cuore.
Occhi al cielo a respirare ossigeno
e dilatati polmoni per accogliere sogni.

IrisDark
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domenica, 03 maggio 2009, ore 18:40

LO STRANIERO

Immagine: http://willko.deviantart.com/art/blind-52326440

Il mendicante tu sei...
fra le macchie d'olio
lasciate dalle macchine
tu nascondi le tue impronte.

Copri col tuo flauto
gli sguardi dei passanti,
ti proteggono le scure note
come occhiali
dalle ingiurie del sole,
testimone e coltello
ha sedotto l'ingenuità
del tuo primo amore
incesto.

MoulinDesBureau
domenica, 03 maggio 2009, ore 18:10

Letteratura e Carcere

Immagine: Piranesi - Carceri

 

In questo spazio verranno inseriti testi scritti durante la  prigionia  da autori conosciuti e sconosciuti perchè trovo sia importante il legame che nella storia della letteratura e del pensiero esista tra letteratura e carcere, e in particolar modo per tutti gli scrittori del sottosuolo.

MoulinDesBureau
domenica, 03 maggio 2009, ore 17:56

Dottor Grammaticus

Immagine: Mark Ryden - Birth

 

Il Dottor Grammaticus è una sorta di terapia del riso per scritture insane, uno spazio per trattare con ironia e critica intelligente le "zozzerie pornosgrammaticate" della lingua italiana, così come ama chiamarle un mio caro amico con cui condivido un rapporto molto intimo con le parole...
- Quanto intima sarebbe questa condivisione? Esordirebbe lui
- L'intimità che c'è fra scrittore/lettore e parole. Risponderei io
- Scommetto che lo dici a tutti..Ribatterebbe lui
(Da un dialogo con il Dottor Grammaticus...)

Cercheremo di evidenziare il legame fra le  parole ed il mondo e la loro influenza  sui vari modi di pensare, di vedere le cose e di vivere. Dal momento che l'idea di questo spazio mi è balenata proprio discorrendo con questo mio sommo amico, scrittore di raro e raffinato talento e futuro medico legale necrofilo (Scherzo :P) ho deciso di intitolare questo angolo "Dottor  Grammaticus".

Dott. Grammaticus: E' l'amore che nuoce la tua sintassi?
Moulin: In verità alle superiori mi hanno detto che avevo problemi di sintassi.
Dott. Grammaticus: E questo ha nuociuto all'amore?

(Da un altro dialogo col Dottor Grammaticus)

"Parlare bene aiuta a pensare bene." (Alessandro Manzoni)

MoulinDesBureau
venerdì, 01 maggio 2009, ore 07:57

L'eterna Promessa








La pubblicazione di questo libro mi ha fatto uscire dalla condizione di " Eterna promessa" quella in cui da anni tutti si attendevano da me qualcosa di speciale che probabilmente non sarebbe mai arrivata.
Ed invece ecco arrivare la pubblicazione di un libro.
Da circa un mese sono passato dalla bicicletta al Trolley dove accomodo i libri da portare alle presentazioni in giro per l'Italia.
Il 18 aprile mi sono recato alla prima presentazione pubblica alla stazione centrale di Milano in biciclettta, ma la poveriva è spirata a Mantova. L'ho accomodata in una rastrelliera nella speranza che qualcuno la adottasse ed ho proseguito in treno.Mi manca tanto. Abbiamo passato quasi cinque  anni insieme.
Scrivo questo per dire a tutti coloro che hanno ordinato il libro di pazientare ancora qualche giorno. Sono travolto da questa nuova dimensione, domani sarò a Bologna al Parco del Paleotto dove ho vissuto in tenda per circa quattro mesi.Li presenterò il libro e sarà un'occasione per rivedere gli amici del parco.
Dopo questa data mi dedicherò alle spedizioni
Intanto voglio ringraziate tutti coloro che lo hanno ordinato.
Mail: edera007@gmail.com
analkoliker
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domenica, 05 aprile 2009, ore 11:09



Vox populi






Me ne andrò...
ce ne andremo,
sulla schiuma marina danzeremo
come apolidi incompiuti
selvaggi senza origini né pelle

Ce ne andremo...insieme
via dalle ragnatele della casa disastrata
via dalla nidiata degli avvoltoi
dagli alberi inerti e imbarbariti dal seccume
andremo a Babele
confondendoci tra gli avi
affrontando i falsi giusti...

Riposa adesso,
ci aspetta un mondo
che ricostruiremo...

Erigeremo mura inabbattibili
Costruiremo una nuova Gerico
Dove trovino asilo
I derelitti del mondo.
Quelli che odorosi di salino e sudore
Sfidano destini a mani inermi.

Ce ne andremo…da questa terra inospitale
In cerca di un nuovo eden
dove mettere a dimora sementi di speranza
dove le ragnatele si muteranno in drappi
vellutati, di cui vestire le nostre paure.

Vieni con me, dammi sostegno
col tuo avambraccio forte, reggimi,
se vacillerò a causa del mio infermo passo…

con sguardi taglienti avanzo
a fendere muraglie di impotenze..
avanzo sitibonda
tra le aride steppe che mi assediano


Non aver più paura,
ci sarò io a sostenerti...
sarò il tuo raggio di speranza
ubriacherò il dolore con la forza del mattino!

Vieni, resta qui...
nel cenacolo del tramonto
la nostra terra sarà oro
insieme daremo luce al mondo!

( Francesco Luca Santo & Aphrodite 1 )
poetanelcuore
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sabato, 04 aprile 2009, ore 12:37



Odiami.


Non ti avvicinare mai a me
potresti bruciare...
è il riflesso
vivisezionato del mio dolore
Non lasciarmi
regali sensuali
ti prego!
Vai via...
lontano...
dove schegge di specchi
deformi
non rigano i tuoi tremori
Pulsa il sangue nero
nel mio stomaco...
il dolore dell'impotenza
dell'amore che non posso dare...
che non voglio sacrificare!
è difficile per me
sfiorarti...
darti attimi e parti
del mio artistico
rispetto
La mia era è già finita
come androide
senza linfa
nell'eufemismo
di un bacio ghiacciato!
Non cercarmi nel
mercato
degli schiavi
farò finta di non vederti...

poetanelcuore
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categoria : 03 poesie
venerdì, 03 aprile 2009, ore 11:32

Nuvola.


Sarò una nuvola
Racchiusa dentro un’alba
Ridipingerò il cielo di nuove luci…
Pulirò l’aria di buoni odori
Scenderò dal mio trono
E
Raccogliendo le tue mani nelle mie
Carezzerò la musica
Dei tuoi occhi
Nell’infinità dei sogni…
Saremo eroi…
Mutanti
Legionari dei nostri errori
L’anima del rispetto!
La vita ci farà templi
Clessidre buone…
Sotto il fuoco della passione:
“ i tuoi sogni saranno i miei
La mia vita sarà
Soltanto tua…”

poetanelcuore
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giovedì, 02 aprile 2009, ore 10:04

 
Nulla più.




C’erano i gerani alla finestra
il sole su colle alto
e tu sul prato con pistole di plastica
imitavi i grandi …
C’ero io...
quando ti facesti uomo
e ancora i gerani sul tavolo
e ancora il sole sul colle alto
C’ero io...
quando vennero a dirci
che lì sul colle
dove il sole era alto
eri morto per la guerra …
quella vera!
Niente più gerani sul tavolo
solo steli insecchiti!
Niente più sole alto
solo grigi annali di dolore!
Niente più noi...
Niente più tu!
Solo l’orrendo odore
di bombe all’idrogeno e macerie …!
Adesso dove da piccolo giocavi a far la guerra
c’è una croce...
la tua casa
e il nostro addio …!
poetanelcuore
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categoria : 03 poesie
mercoledì, 01 aprile 2009, ore 14:26





filtra pallida
e s'appoggia sulle mani
vibrando negli schizzi
di un proiettile

siamo stati infiniti,
senza ombra










Altre Parole & Fotografie @ Caos, Hypnos & Oneiros
Model, Concept & Styling: Anna Utopia Giordano - Photographer: Andrea Lojacono
AcidxBurn
mercoledì, 01 aprile 2009, ore 12:40

Oro




Ho oro adesso tra le mani,
non più fuliggine , ma oro...
Mi hai regalato il pretesto di un amore
che ricercavo dentro il ventre del mare
nella sabbia delle sue rive,
ho toccato i tuoi occhi
e le mani hanno tremato...forte,
come un padre abbraccia il frutto del suo sangue
Abbiamo camminato verso il sole
e cantato tra le mani del vento
Siamo fuoco e pioggia,
alberi maestri di una rotta senza sosta
Abbiamo abbracciato l'aria coi respiri,
felici di esser sposi
diventando puri
come ali di un angelo …





Siamo terra e sole,
che si ricercano
senza posa, perché siamo stati scelti
da un Dio che ci ha letto nell'anima,
e una dolce armonia
i musici del cielo,
hanno suonato per noi!
Noi siamo gli elementi
di Vita:dalla terra nascerà
sempre nuovo germoglio,
mentre tu mio sole,
in un anelito di vita
riscaldi la mia riva d'oro,
felici di germinare amore.

( Francesco Luca Santo & Dora Forino )
poetanelcuore
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venerdì, 27 marzo 2009, ore 09:47

ho passato tutta la notte al cesso,le braghe posate sul pavimento,le mutande celate,ho passato tutta la notte a pregare,disperatamente informe,sgranando la speranza in ogni sua sostanza,sperando in una risposta,ma solo rumori di scarico. ora che mi guardo allo specchio,mi duole il culo,le gambe addormentate a fatica mi tengono in piedi,nella disperazione mi viene quasi di insultare,di bestemmiare,mi chiedo perchè non c'è qui dentro una croce,eppure ci sono tanti chiodi. le occhiaie ai bordi dei miei occhi,sembrano balconi,non s'affacciano più le lacrime,come vampiri,si nascondono dalla luce del sole e come un pozzo prosciugato,tiro su con il naso,sperando di sputare quel morbo che m'anela l'anima come una iena,ma solo catrame e sangue. mentre guardo le poche onde,che s'impattano nella vasca,sputo un mosaico di cerchi concentrici,che toccano il fondo svanendo,come le mille preghiere che speravo fossero miele ed invece son fiele mero. ancora mi chiedo,che senso abbia tutto questo,conscio di avere le risposte,nascoste sotto la pelle,dietro ai buchi dove m'iniettavo solitudine da 20,00 euro,ma niente,gli stolti vivono nel passato,i saggi nel presente,i criminali a ridosso al futuro........poche note di colonia,macchiano il lavandino,sembrano colluttorio,forse i becchini usano il colluttorio per togliersi di dosso l'odore della morte,a me non resta che scavare in quelle ferite di cui non conosco il nome,eppure mi porto addosso,sperando di non finire in croce come il re topo. è ora di andare ho lasciato troppo tempo scorrere dal rubinetto,se fosse sangue sarei morto da un pezzo ed invece è consumismo che non regola la ragione e come tanti altri mi tiene senza potere per ristagnarmi nel dolore........"Sorridete stronzi vi lascio un bicchiere,non andate a chiedere agli altri...............Non è vita se non la vivi,non è morte se non l'accetti"
 



volano le

foglie fino

a planare su

d'un mare d'erba

verde come il

corallo sott'acqua

lapilli distratti

avvolgono

l'aria sembra

una danza

ancora un sogno

un indissolubile

sfogo ad occhi

chiusi come

quando mi

baciavi al buio

delle stelle al

suono di candele

allegre che di

gioia piangevano

a volte come se le

ossa si polverizzassero

rimango sul

posacenere dei

posamano a

pensare a quanto

affondavo

mentre ti amavo

ma è solo la

cenere a colorare

il vento ed il

cielo nel suo

riflesso si illumina di

quel vuoto che

senza te è destino

e mai deserto

ashurado
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domenica, 15 marzo 2009, ore 20:39

Il Paradiso degli uomini



La vita sorride, si mostra generosa come non mai.
Mi guardo allo specchio e negli occhi degli altri e vedo continuamente uno Stefano bellissimo.
Ho il fondato sospetto che si tratti di felicità.
Non sento neppure il bisogno di doverla gestire, organizzare, difendere.
In questa nuova dimensione mi sorprendo spesso a cercare frammenti di paradiso mal celati: un pezzo di cielo che si scuce o il prato di fronte a casa che sprofonda e rivela il mondo di prima, quello dove vivere appariva come una lunga interminabile punizione. Come nel film  The Truman Show in cui il protagonista scopre ad un certo punto della sua vita, di non vivere nel mondo reale ma in un enorme set cinematografico ripreso da migliaia di telecamere e mandato in diretta tivù per i teledipendenti del mondo reale.
Mi sono convinto d’essere morto in ospedale da alcuni anni e che quello che accade ora sia la vita che viene concessa a coloro che vanno in paradiso. Sono quasi certo che si tratti di questo. Credo che in questo paradiso sia concesso di continuare a vivere la vita di prima senza avere ricordo e coscienza della morte avvenuta e che tutto quello di bello che sta avvenendo sia il una sorta di grande premio. Il premio, e ne son certo è proprio l’opportunità di percepire questa nuova vita come se non si fosse mai staccata da quella precedente.
Quello di cui non ho ancora certezza,ma a questo punto ha poca importanza è se tutto questo stia avvenendo col mio corpo reale di carne ed ossa che poggiavo sulla sella della bicicletta, oppure dall’interno della mia sepoltura.
Certo che in questo paradiso le cose le hanno fatte veramente bene, da professionisti. Daltronde se qualcuno si è preso la briga di gestire il paradiso non posso credere che lo faccia con approssimazione. Dei veri professionisti direi.
Se mai questo messaggio per qualche strana magia dovesse raggiungere gli amici della vita precedente, a loro vorrei dire di non aver paura della morte, perchè qui c’è il paradiso che vi attende.
analkoliker
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domenica, 08 marzo 2009, ore 02:57

                 Gli Astoriati               

Salvatore Scarpitta, il vero Barone rampante

L'incontro fra Calvino e il suo barone rampante avvenne una sera del 1950, all' osteria Menghi, in via Flaminia, ritrovo di artisti e scrittori. Si chiama Salvatore Scarpitta il vero barone rampante, giovane artista che a 17 anni va a studiare a Palermo e poi a Roma all' Accademia di Belle arti. Nel '46 la sua prima mostra romana. Frequenta ed entra in amicizia con altri giovani artisti. Quella sera del 1950 all'osteria Menghi racconta a Italo Calvino la sua avventura di dodicenne sull' albero di pepe. Salvatore Scarpitta è nato a New York nel 1919, è figlio di uno scultore siciliano e di un'attrice di origine russo-polacca. Un mattino di marzo del 1931 Salvatore litiga col padre che gli chiede di tinteggiare un cancello; per evitare un paio di scapaccioni, si rifugia su un albero di pepe dove resta per tutto il giorno. Passata la buriana, scende. A scuola racconta l' episodio ad alcuni compagni che, divertiti, lo riferiscono ai propri genitori. Di bocca in bocca, la storia finisce sui quotidiani del posto, che, naturalmente, ci ricamano su. Allora il ragazzino decide di realizzare ciò che legge sui giornali. Così risale sull' albero e vi resta per 34 giorni. Diventa un «caso». I quotidiani lo seguono giorno per giorno. Sull' albero-casa, Salvatore «riceve» anche amici e ammiratori. Fra questi, i fratelli Hunter, che detengono il primato mondiale di permanenza in volo. L' incontro viene immortalato in un paio di fotografie. La strana avventura procura al dodicenne anche una certa somma di denaro, che gli permette di andare in Sicilia assieme alla famiglia. Sette anni dopo l'incontro con Scarpitta esce Il barone rampante. Scritto in soli due mesi.

 Il Barone rampante di Italo Calvino

Il romanzo fa parte di una trilogia che comprende anche  "Il visconte dimezzato" ed "Il cavaliere inesistente". Questo romanzo si richiama al racconto filosofico settecentesco ed illuministico, di cui Voltaire aveva fornito gli esempi più rilevanti

La vicenda del Barone si svolge nel 1767 nella tenuta dell’immaginario paesino ligure di Ombrosa.

A pranzo, il dodicenne Cosimo Piovasco di Rondò rifiuta una zuppa di lumache e il padre lo caccia da tavola. Dopo un po' , il ragazzo si arrampica su un leccio - dove saliva col fratello di otto anni - e non scende più. Vi trascorrerà 53 anni.

Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell’ora, nonostante fosse già invalsa tra i nobili la moda, venuta dalla poco mattiniera Corte di Francia, d’andare a desinare a metà del pomeriggio.

Così ha inizio la storia del piccolo baronetto Cosimo narrata dal fratello minore Biagio. Inizialmente tutti pensano che Cosimo si sarebbe presto stancato e che sarebbe tornato giù. Ma non fu così. Forte, testardo e scontroso com’è non viene mai meno ai propri ideali. Prosegue gli studi, impara a cacciare, consolida amicizie, si innamora, segue la vita di famiglia. Il barone non perde nessuna esperienza, conosce l'amore travolgente e necessario e quello sconvolgente dell'abbandono, incontra i pirati, i carbonari, i pendagli da forca, i contadini, i massoni, i francesi che innalzano alberi della libertà, la nobiltà iberica esiliata dalla Terra dal re di Spagna e dunque costretta a vivere sugli alberi, i monelli che rubano la frutta, la nobiltà, le gazze ladre, le pernici, gli apicoltori, e l'imperatore di Francia Napoleone, Diderot e Voltaire.

Il barone sugli alberi cresce e si adegua al suo mondo. Scoprirà i libri, la compagnia che dà la letteratura, gli ideali, scriverà trattati sulla civiltà, sulla repubblica ideale degli alberi: un mondo utopico in cui tutti potrebbero vivere sugli alberi, imparerà a cacciare, a lavarsi, a proteggersi dalle stagioni e dai banditi, ma non saprà mai difendersi dall'amore di Viola.

MoulinDesBureau
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categoria : 28 gli astoriati
domenica, 08 marzo 2009, ore 00:05

            Gli Astoriati            

Chi sono gli Astoriati?

Ho deciso di chiamare così quei personaggi bizzarri che sono in cerca di storie che svelino la loro identità per donare loro una dignità. Personaggi che se non avessero ispirato grandi scrittori non sarebbero mai entrati nel nostro immaginario e non sarebbero ancora oggi ricordati. Molti di noi però non sanno che alcuni dei personaggi delle storie che amiamo hanno preso in prestito la vita da persone realmente esistite che grazie alle pagine e al talento di alcuni scrittori sono diventati eroi immortali. In questa rubrica si farà l'identikit dei personaggi astoriati che hanno avuto in prestito una storia che li ha resi celebri ma di cui essi stessi hanno contribuito a determinare il successo.

MoulinDesBureau
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categoria : 28 gli astoriati
martedì, 03 marzo 2009, ore 18:22

Tende bucate

Dal film "Spione" di F. A. Wagner

Tende bianche

di vergogna masticate

come tane

da pensieri domiciliari

nei buchi di un Gruviere

di una trappola per topi.

 

Grattano le fogne

cani senza coda

girano in circolo

per morder l'ombra

del proprio vicino.

 

Apri la porta

respira l'odore

del mio mondo intestino,

leva la tenda

del tuo spioncino.

MoulinDesBureau
lunedì, 02 marzo 2009, ore 18:14

CELIBATO, CELIBATO,
TUTTO E' SOLO CELIBATO
di Jules Laforgue
(Montevideo, 1860 - Parigi, 1887)




Succhiar la carne d'un cuore eletto,
adorare degli organi che soffrono,
essere in due prima di avvizzire!
Non sarò che un monomaniaco
dissoluto
dai suoi lavori di decadente e di recluso?

Ovunque, a ciascun'ora, questo è il tema
delle loro toelette e delle arie,
delle sere di spiaggia agli invernali
balli: Prendete! questa è la mia carne!
E noi stessi,
gridiamo loro in tutti quanti i toni: A me! io t'amo!
Ci si saluta e si finge...
Ci si addestra nelle scuole,
e si evade e si adescano
piazze venali e tristi;
e si geme
in versi, in prosa. Invece di tendersi la mano!
MoulinDesBureau
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venerdì, 13 febbraio 2009, ore 02:45

Un treno chiamato desiderio

MoulinDesBureau
sabato, 07 febbraio 2009, ore 14:01



Voglio ringraziiare gli amici di Asfalto,il blog delle persone senza dimora di Bologna per aver pubblicato un'altro frammento del mio Diario di viaggio.,I'invito non è tanto quello di andarselo a leggere ma quanto e soprattutto di  andare oltre nella lettura.Proseguire, scorrere le pagine.
Asfalto attualmente resta il blog italiano di genere per eccellenza, per qualità ed intensità.
Un lavoro quotidiano merito soprattutto del suo animatore Massimiliano Salvatori,appassinato giornalista-educatore oltre che amico.
Il blog è redatto da senza dimora di Bologna che si avvicinano al laboratorio informatico di Asfalto e che da li tentano nuovi percorsi.
Non aggiungo null'altro se non l'invito a farsi danneggiare la percezione della realta dalla lettura del Blog
analkoliker
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