Parole sante
di
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Mi trovavo in un grosso centro di telefonia per valutare un nuovo contratto per il mio cellulare.

Continuava a camminare danzando tra le strette onde
le sue dita accarezzavano affilati steli d'erba.
Uno sguardo alla riva e uno all'acqua
e l'antico splendore non elargiva trasparenze.
Il suono del vento le stringeva i capelli
ed il tepore della notte le sfiorava le gote.
Soffici vesti non le impedivano brividi
e lunghi sospiri componevano note.
L'arida terra le graffiava le caviglie
l'arsura le raggiungeva il cuore.
Occhi al cielo a respirare ossigeno
e dilatati polmoni per accogliere sogni.
LO STRANIERO

Immagine: http://willko.deviantart.com/art/blind-52326440
Il mendicante tu sei...
fra le macchie d'olio
lasciate dalle macchine
tu nascondi le tue impronte.
Copri col tuo flauto
gli sguardi dei passanti,
ti proteggono le scure note
come occhiali
dalle ingiurie del sole,
testimone e coltello
ha sedotto l'ingenuità
del tuo primo amore
incesto.
Letteratura e Carcere

Immagine: Piranesi - Carceri
In questo spazio verranno inseriti testi scritti durante la prigionia da autori conosciuti e sconosciuti perchè trovo sia importante il legame che nella storia della letteratura e del pensiero esista tra letteratura e carcere, e in particolar modo per tutti gli scrittori del sottosuolo.
Dottor Grammaticus

Immagine: Mark Ryden - Birth
Il Dottor Grammaticus è una sorta di terapia del riso per scritture insane, uno spazio per trattare con ironia e critica intelligente le "zozzerie pornosgrammaticate" della lingua italiana, così come ama chiamarle un mio caro amico con cui condivido un rapporto molto intimo con le parole...
- Quanto intima sarebbe questa condivisione? Esordirebbe lui
- L'intimità che c'è fra scrittore/lettore e parole. Risponderei io
- Scommetto che lo dici a tutti..Ribatterebbe lui
(Da un dialogo con il Dottor Grammaticus...)
Cercheremo di evidenziare il legame fra le parole ed il mondo e la loro influenza sui vari modi di pensare, di vedere le cose e di vivere. Dal momento che l'idea di questo spazio mi è balenata proprio discorrendo con questo mio sommo amico, scrittore di raro e raffinato talento e futuro medico legale necrofilo (Scherzo :P) ho deciso di intitolare questo angolo "Dottor Grammaticus".
Dott. Grammaticus: E' l'amore che nuoce la tua sintassi?
Moulin: In verità alle superiori mi hanno detto che avevo problemi di sintassi.
Dott. Grammaticus: E questo ha nuociuto all'amore?
(Da un altro dialogo col Dottor Grammaticus)
"Parlare bene aiuta a pensare bene." (Alessandro Manzoni)

Odiami.
Non ti avvicinare mai a me
potresti bruciare...
è il riflesso
vivisezionato del mio dolore
Non lasciarmi
regali sensuali
ti prego!
Vai via...
lontano...
dove schegge di specchi
deformi
non rigano i tuoi tremori
Pulsa il sangue nero
nel mio stomaco...
il dolore dell'impotenza
dell'amore che non posso dare...
che non voglio sacrificare!
è difficile per me
sfiorarti...
darti attimi e parti
del mio artistico
rispetto
La mia era è già finita
come androide
senza linfa
nell'eufemismo
di un bacio ghiacciato!
Non cercarmi nel
mercato
degli schiavi
farò finta di non vederti...
Nuvola.
Sarò una nuvola
Racchiusa dentro un’alba
Ridipingerò il cielo di nuove luci…
Pulirò l’aria di buoni odori
Scenderò dal mio trono
E
Raccogliendo le tue mani nelle mie
Carezzerò la musica
Dei tuoi occhi
Nell’infinità dei sogni…
Saremo eroi…
Mutanti
Legionari dei nostri errori
L’anima del rispetto!
La vita ci farà templi
Clessidre buone…
Sotto il fuoco della passione:
“ i tuoi sogni saranno i miei
La mia vita sarà
Soltanto tua…”

Gli Astoriati
Salvatore Scarpitta, il vero Barone rampante
L'incontro fra Calvino e il suo barone rampante avvenne una sera del 1950, all' osteria Menghi, in via Flaminia, ritrovo di artisti e scrittori. Si chiama Salvatore Scarpitta il vero barone rampante, giovane artista che a 17 anni va a studiare a Palermo e poi a Roma all' Accademia di Belle arti. Nel '46 la sua prima mostra romana. Frequenta ed entra in amicizia con altri giovani artisti. Quella sera del 1950 all'osteria Menghi racconta a Italo Calvino la sua avventura di dodicenne sull' albero di pepe. Salvatore Scarpitta è nato a New York nel 1919, è figlio di uno scultore siciliano e di un'attrice di origine russo-polacca. Un mattino di marzo del 1931 Salvatore litiga col padre che gli chiede di tinteggiare un cancello; per evitare un paio di scapaccioni, si rifugia su un albero di pepe dove resta per tutto il giorno. Passata la buriana, scende. A scuola racconta l' episodio ad alcuni compagni che, divertiti, lo riferiscono ai propri genitori. Di bocca in bocca, la storia finisce sui quotidiani del posto, che, naturalmente, ci ricamano su. Allora il ragazzino decide di realizzare ciò che legge sui giornali. Così risale sull' albero e vi resta per 34 giorni. Diventa un «caso». I quotidiani lo seguono giorno per giorno. Sull' albero-casa, Salvatore «riceve» anche amici e ammiratori. Fra questi, i fratelli Hunter, che detengono il primato mondiale di permanenza in volo. L' incontro viene immortalato in un paio di fotografie. La strana avventura procura al dodicenne anche una certa somma di denaro, che gli permette di andare in Sicilia assieme alla famiglia. Sette anni dopo l'incontro con Scarpitta esce Il barone rampante. Scritto in soli due mesi.
Il Barone rampante di Italo Calvino
Il romanzo fa parte di una trilogia che comprende anche "Il visconte dimezzato" ed "
La vicenda del Barone si svolge nel 1767 nella tenuta dell’immaginario paesino ligure di Ombrosa.
A pranzo, il dodicenne Cosimo Piovasco di Rondò rifiuta una zuppa di lumache e il padre lo caccia da tavola. Dopo un po' , il ragazzo si arrampica su un leccio - dove saliva col fratello di otto anni - e non scende più. Vi trascorrerà 53 anni.
Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell’ora, nonostante fosse già invalsa tra i nobili la moda, venuta dalla poco mattiniera Corte di Francia, d’andare a desinare a metà del pomeriggio.
Così ha inizio la storia del piccolo baronetto Cosimo narrata dal fratello minore Biagio. Inizialmente tutti pensano che Cosimo si sarebbe presto stancato e che sarebbe tornato giù. Ma non fu così. Forte, testardo e scontroso com’è non viene mai meno ai propri ideali. Prosegue gli studi, impara a cacciare, consolida amicizie, si innamora, segue la vita di famiglia. Il barone non perde nessuna esperienza, conosce l'amore travolgente e necessario e quello sconvolgente dell'abbandono, incontra i pirati, i carbonari, i pendagli da forca, i contadini, i massoni, i francesi che innalzano alberi della libertà, la nobiltà iberica esiliata dalla Terra dal re di Spagna e dunque costretta a vivere sugli alberi, i monelli che rubano la frutta, la nobiltà, le gazze ladre, le pernici, gli apicoltori, e l'imperatore di Francia Napoleone, Diderot e Voltaire.
Il barone sugli alberi cresce e si adegua al suo mondo. Scoprirà i libri, la compagnia che dà la letteratura, gli ideali, scriverà trattati sulla civiltà, sulla repubblica ideale degli alberi: un mondo utopico in cui tutti potrebbero vivere sugli alberi, imparerà a cacciare, a lavarsi, a proteggersi dalle stagioni e dai banditi, ma non saprà mai difendersi dall'amore di Viola.
Gli Astoriati
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Chi sono gli Astoriati?
Ho deciso di chiamare così quei personaggi bizzarri che sono in cerca di storie che svelino la loro identità per donare loro una dignità. Personaggi che se non avessero ispirato grandi scrittori non sarebbero mai entrati nel nostro immaginario e non sarebbero ancora oggi ricordati. Molti di noi però non sanno che alcuni dei personaggi delle storie che amiamo hanno preso in prestito la vita da persone realmente esistite che grazie alle pagine e al talento di alcuni scrittori sono diventati eroi immortali. In questa rubrica si farà l'identikit dei personaggi astoriati che hanno avuto in prestito una storia che li ha resi celebri ma di cui essi stessi hanno contribuito a determinare il successo.
Tende bucate

Dal film "Spione" di F. A. Wagner
Tende bianche
di vergogna masticate
come tane
da pensieri domiciliari
nei buchi di un Gruviere
di una trappola per topi.
Grattano le fogne
cani senza coda
girano in circolo
per morder l'ombra
del proprio vicino.
Apri la porta
respira l'odore
del mio mondo intestino,
leva la tenda
del tuo spioncino.