La maschera della noia rossa
Un piccione
si diverte a mordere
le ali dei passerotti
che gli danzano attorno,
un gatto rosso
osserva annoiato.
Mai visto un gatto
così pigro!
Maggio1979
(un bacio a tutti;)))
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La commozione di delizie
concilianti, alvei di eliotropi
radi: e la scarpata,
gracile per le atonie disgelate.
Un’ebbrezza delle cattleie viene a fugare le cornee
di un bianco stellato, nelle imperfezioni
dei raccordi di indaco,
nelle teorie diluviali
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CASTELLO
Nel castello
Trifore di luce
E amari destini
Intrisi
Di leggerezza
Antica.
Inappagato ancora
Di funesta pace
Il chiurlo
L'ala sghemba
Riposa.
da " Il Bulino di Selce "
LATTE E CIOCCOLATO
Mani che osano,
ma che hanno in sè la colpa di ( non ) rispettare il limite.
Pelle sulla pelle
calore che si disperde nella stanza, e lo stomaco che reclama
Specchi al buio delle 3 del mattino
Un tentativo da dietro.
Ma si fallisce sempre, quando lei vuole.
E la carne non può che aspettare.
Vestirsi e negare, vestirsi è negare.
E non tardò che egli se ne tornò a casa.
Poi sei in grado di sorridere serenamente convincendoti che era giusto così.
Inutili ragioni, ma ne sei convinta.
Le mani non osano mai abbastanza se c'è un limite.
Attese che eccitano.
E gemiti che si disegnano nelle fantasie del maschio.
Perversioni e peccati.
Encicliche messe da parte per un orgasmo improvvisato.
E un dio confuso sta a guardare
dall'alto della sua storica misericordia.
E cantando una canzone e dicendo "cazzo" cerchi di darti un tono,
che non potrà mai convincere me.
[liberamente tratta da fatti realmente accaduti a chi so io...Vestirsi E' Negare !]
LA CASTA
Nell' orchestra dell' aia
Il contrappunto di perenni cani
E le cicale provano
Da sole
Il limìo disperato
Della notte.
I brandelli di carne
Di Atteone
Dintorno sparsi tra le reste
E i sassi.
Paga contempla Artemide
La casta.
da " Il Bulino Di Selce "
Sindrome Celeste
Stai correndo il rischio di diventare sincera
le possibilità che tu possa farti male
sono certezze assai fondate
getta i tuoi ultimi soldi
perché stai andando via
in un luogo in cui non ti serviranno
é il paese dove l'amore non si compra
accetta pochi intimi
in me hai trovato l'amore
in me hai trovato solo dolore
sei stanca e malata
taglia quelle vene desolate
e crea nuovi respiri
alla fine il falso regna sempre
come il tuo sguardo da regina esausta
dicevi sempre che i fiori non curano le pene
e, cristo, avevi ragione
adesso il perdente sono io
sconfitto da una sindrome celeste
e le carezze di tutto il mondo non servono
perché si va verso la fine a testa alta
Drunkangel
La maschera della noia rossa
Un piccione
si diverte a mordere
le ali dei passerotti
che gli danzano attorno,
un gatto rosso
osserva annoiato.
Mai visto un gatto
così pigro!
Maggio1979
(un bacio a tutti;)))
ALICEMALICE: de la punaise

Diavoli bianchi
Questa mattina fuori c'è la neve, è opaca pesante e impietosa, beffarda spinge sui rami, ha lo stesso aspetto dei camici degli infermieri quando gravano sui nostri visi inconsistenti e noi ci coloriamo come foglie rosse di vergogna o gialle di nausea, soltanto due stagioni e il bianco non ha luce oggi!!
Perchè i colori non sono più gli stessi?
Forse non c'è più luce nei miei occhi?
Forse non sono più in grado di catturare ciò che la luce respinge.. Sì è così! Sto diventando cieca, hanno avvelenato i miei occhi, con i loro vaccini mi hanno resa allergica ai colori che ora rimbalzano come canguri miscredenti sui miei occhi, lontani. Si sono staccati da me. Ci accecano mentre dormiamo, come temerari Ulissi contro il povero Polifemo, io maledico il guerriero Ulisse! Non devo addormentarmi più..
Adesso i miei occhi sono nelle loro tasche sì, li tengono stretti nelle mani e li fanno girare e girare e saltare in aria come le palline dei giocolieri, occhi miei se mi sentite esplodete tra le loro mani.
Mani, portatrici di salvezza che ingiuria contro le nostre logiche eretiche. Siamo i martelli finiti, battuti sulle tavole del giudizio e infine gettati come ceppi nel camino.
Siamo terra bruciata... Con quelle mani... Voglio un tappeto bianco ai piedi del letto.
- Devi dire grazie Alice.
"EROTICO LIQUIDO"
Io GIOCO con le forme, la geometria nascosta nelle curve femminili del corpo.
Mi piace perdermi nelle grotte segrete e guardare tutte le delizie che ogni cosa mi propone, APPROFITTO di tutto quello che mi viene offerto e non ne ho mai abbastanza.
Sono una di quelle anime perse, una di quelle che non pensa ma agisce. Non mi piace lasciare nulla al caso e penso sempre a tutte le situazioni più perverse.
Utilizzo tutti i sensi che ho a disposizione per amare tutte le donne che mi si presentano davanti agli occhi.
Angeli e diavoli, non faccio distinzione…io TOCCO il corpo di ognuna fino a raggiungere il piacere infinito, fino a bagnarmi le mani di un liquido dolcissimo.
Adoro usare degli attrezzi per divertirmi con le mie vittime e spesso uso delle CORDE che legano la mia vita alla loro e le porto in giro, come delle schiave al mio servizio.
Bramo l’odore del sangue e della carne quindi a volte MORDO le mie muse accarezzandole dolcemente, al loro piace, lo so perché urlano d’incanto ogni volta che le mie dita sfiorano il loro sesso e lo insudiciano del loro stesso sangue.
Io sono SOLA e nessuno voglio al mio fianco per più del tempo che impiego a farle godere, mi infastidisce il sapore del dolce che si nasconde dentro le bocche di coloro che si danno per tutta la vita.
Io PRENDO e do quasi nulla di me stessa se non il mio corpo forte e oleoso.
Sono creatura della notte e i miei occhi riescono a osservare solo il viso di una donna al buio, con la luna che lo illumina appena…io non mi guardo mai.
Per capire quanto è bello un corpo io LECCO la loro pelle ed ASCOLTO la profondità dei loro sospiri o dei gemiti del ventre mentre la mia lingua penetra nella caverna dell’Eden.
La mia casa non ha porte, tutte possono entravi e uscirvi quando vogliono, io non abito con loro le guardo passare davanti al mio letto, loro sfilano per me perché sono belle.
Io sono la cacciatrice e loro le PREDE che scappano correndo nei boschi che si stagliano sopra il mio sesso, vi passano le mani e lo accarezzano delicate.
Proprio come io INFILO il mio orecchio nelle loro bocche per ascoltare i loro desideri, voglio esaudire tutto ciò che mi chiedono di fare.
Le bagno sempre con lo champagne e poi le abbraccio così forte da farle tingere di viola…ma a me piace così.
Loro VENGONO da me perché vogliono solo la mia mano…
Vuoi provare anche tu?!
Sento già che il tuo corpo si sta scaldando e che la tua mente abbandona il selciato per entrare in un sentiero di fuoco, l’ardente via della PASSIONE che non vuole impegno ma solo un soffio.
TU che non hai mai provato nulla di tutto questo credi che io sia pazza, ma solo perché se provassi ti renderesti conto che io sono la geisha della tua anima, le dita della tua mente che ti toccano e ti fanno godere ma non vogliono nulla in cambio.
Non sono una PUTTANA, mi nutro di quel liquido che solo le donne possono darmi, quel vino dolcissimo che spargerò sulla mia pelle fino a che sono al mondo.
Danzando nella solitudine del giorno io mi specchio nel volto di migliaia di donne vogliose e sole, donne che non sentono nulla nel loro cuore, ma che pensano con il sesso.
La mia vita è piena di soddisfazioni, do la felicità alle donne ed è l’unica cosa che posso DONARE.
Non voglio soldi ma solo un’altra preda da poter cullare con la frusta nel mio letto di rose, nella mia stanza scura.
Vivo la giornata e non ho alcun problema con me stessa perché so di fare del bene, anche se a volte sembro un po’ SADICA e introversa mi sono circondata di figure femminili che si alternano nella mia vita come le foglie sugli alberi, in autunno.
Eppure io mi sento così….VUOTA.
Io GIOCO con le forme dei flaconcini dei tranquillanti, la geometria nascosta della FOLLIA.
Rose Clandestine
Minuscole rose
corrono invisibili
davanti ad occhi clandestini.
Oltre i nastri multicolore
inalano polvere di viole.
Sull'asfalto rugge
impazzito
il vaccino contro il sangue:
-clandestino!
Ma il motore non smette
di gridare
Minuscole rose
corrono invisibili
davanti ad occhi:
-Arrivano i contadini
fermate il gioco
mettete i fiori nella bisaccia.
Da lontano
Una spalla d'asino raglia:
"Alla prossima sfida clandestina."

GLI ANGELI DORATI
Come fra le crepe
di una porta chiusa
non ci sono fessure,
solo rozze imitazioni
di tane per le termiti.
Portafogli aperti
su sedie galleggianti.
Fra le scarpe appese
ad un soffitto
senza verità,
come figli del tempo,
gli angeli dorati
si staccano al suono
di luci soffuse.
Non c'é richiamo
che indichi loro
la direzione
del ritorno,
non c'é miele
capace
di ricomporre
le cupole spente
delle cattedrali addormentate.
Dormono
dormono sui soffitti
gli angeli dorati.
Gelosia
E' arrivata per darmi la misura di noi.
Nell'Eden del nostro stare,
nell'impertubabile immenso angolo
della nostra diade affettiva.
Mi ha scosso.
Ha lacerato le mie palpebre...
Fatto tremare il mio petto troppo cieco.
Ha detto parole di noi...O di me.
Ha condotto per mano l'odio,
il furore ha offerto al mio petto occhi
nuovi.
E ho capito.
Che ti amo.
Ti amo.
Ti amo.
L'ho ripudiata una notte,
e un giorno
e un giorno ancora.
Ma mi vuol bene,
la gelosia...
...Che non conoscevo.
Che come parassita diprezzavo negli
altri.
Ma mi vuol bene e non lascia che io viva
sereno senza di te.
Ora so.
So che ti amo.
Ti amo.
Ti amo.
Realismo forzato...
Realismo forzato
quale naturalezza inanimata!!
così lunghe le sue ciglia
così ciglia
ombreggiano atteggiandosi cipressi
il vitreo guardo, vitreo...
di pupo in porcellana da infanta ninnato.
realismo forzato
barocco prematuro
aulico, geme, aulico
androginia e dolcezza
Lady Laety
P.S. grazie per l'invito
Divenire
Il battito delle lancette spezzava il tempo
Fulcro invincibile dei desideri
E speranze, mete, destini, ricordi
Una luce fioca illuminava i tuoi paesaggi
E ghiaccio si scioglieva,
Forte era l’aroma di limoncina
Mentre si avvicinava il temporale.
Una tromba d’aria tra i sassi, un flauto lontano
Un fiato distante e poi troppo vicino
Un soffio sul viso
Per poi diventare eterna attesa,
Falce di luna da guardare e una piazza vuota,
Eppure troppo piena di gente.
Un pasto frugale, ed io che non mangiai,
Un cibo diverso, pieno di note, stridii, parole a fiotti
Dette piano per non disturbare la quiete
E l’umidità in ogni dove, foglie pregne
È lontana la vetta della montagna dove tu crescesti.
Si inerpicavano le promesse e le cose non dette.
Ed io credetti.
Tu ti fidasti.
Un sonno placido ci prese, ed eravamo nuovi,
Quel mattino.
PIETRA SACRIFICALE
Tramontano cavalli nel profilo
Infinito orizzonte del deserto
Gemmato altare di arenaria e opale,
Tra insanguinate nuvole,
Rallentando il galoppo
Dietro absidi scolpite nelle dune.
Iscrizioni dell'attimo segnate
Dai cuneiformi zoccoli leggeri
Dei Tuareg, tra sabbia e cielo.
Il cammino declina
Colme otri di secoli.
SU DI NOI
Remoti ormai dal giorno
Ci nutriamo di sassi di memorie.
Al tempio
Solitari preghiamo,
Che reggano le mura
A lance ostili.
Non scagliamo lo scudo e l'elmo saldo
Tratteniamo sul capo.
Su di noi
Non finisce la sera.
da " Il Bulino Di Selce "