martedì, 28 novembre 2006, ore 13:37

Joana Pimentel, une conversation - JPM 112

    

*

    

[3] 1

Ma quanto barlume hanno, nelle

ore, con l’attesa,

riunendosi le figure. E non c’è fresco confine

per generare il fuoco: così soltanto, in apparenza,

è concesso di giungere. Abeti e faggi, celati

nel corso forte

dell’erba. Proprio

il molto numero delle soglie dice

l’elevazione trovata, che

le colorazioni non sono frutto.

 

E non può trovarsi nelle mani

niente altro che ciò che fai in parti.

 

 

[Dall'eBook “Il seguito degli affetti”, di Stefano Salvi  (Biago Cepollaro E-dizioni, 2006)]

seraf
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categoria : 03 poesie
martedì, 28 novembre 2006, ore 09:51

PENDEVI DA ME, AMAVI IL SAPORE.

Come peccatrice, come Proserpina,

guardavi e chinavi il volto,

mi facevi bruciare gli occhi.

Mi tiravi da dentro, eri divina,

chiudevo gli occhi e mi davo all'ascolto,

del suono di baci e schiocchi.

E poi rigido, li riaprivo e vedevo i dannati

bussare dietro la porta, col terzo occhio l'incendio

dentro di me. Poi il dispendio

che cancellava per pochi secondi i miei peccati.

smith222
martedì, 28 novembre 2006, ore 04:59

TURANDOT

Nessun dorma!... Nessun dorma!...

...Ma il mio mistero è chiuso in me...

...il nome mio nessun saprà!...

...Dilegua, o notte! tramontate, stelle!

Tramontate, stelle! All'alba vincerò!

(G.Puccini  ' Turandot ' Atto III, Scena 1)

*

Per leggere l'opera potete visitare il sito:

http://www.karadar.com/Librettos/puccini_TURANDOT.html

MoulinDesBureau
venerdì, 24 novembre 2006, ore 09:52

CON UN SERPENTE AL COLLO

Con un serpente al collo, danzando,

distruggi e le piume in testa disegnano il cielo.

Ogni delicato passo scendendo

porta la morte e le macerie della realtà assoluta.

Ogni leggero passo salendo

riempie bicchieri osannando il riposo tra i baci.

Religiosamente passi dal bancomat,

poi tra una vetrina e l'altra mangi del cioccolato,

"Gauloises da dieci per il demone!"

ritiri il pacchetto sorridendo ma il terzo occhio

non vorrebbe tossire, ingrassare, troieggiare.

Con un serpente al collo, danzando,

distruggi le scarpe e si copron tutte di polvere.

Ora i passi sono confusi, barcolli

ma poi dolcemente ti addormenti bianca su di me.

smith222
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lunedì, 20 novembre 2006, ore 12:33

Vanità delle vanità

Kees Van Dongen (1877 –1968)  Guus sur fond rouge

*

Ecclesiaste - Capitolo 1

[1]Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme.

PRIMA PARTE

Prologo

[2]Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
[3]Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno
per cui fatica sotto il sole?
[4]Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
[5]Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
[6]Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.
[7]Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
[8]Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio di udire.
[9]Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole.
[10]C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?
Proprio questa è gia stata nei secoli
che ci hanno preceduto.
[11]Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.

 

http://www.crs4.it/Letteratura/Bibbia/Libro25.html

MoulinDesBureau
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sabato, 18 novembre 2006, ore 09:11

Sto leggendo IL PURO E L'IMPURO (1932) di  Sidonie-Gabriel Colette (Francia, 1873 - 1954).

- " Mi dica, signora Charlotte, quello che le manca 'veramente' ... lo cerca, lei?"

- "Se qualcosa mi manca ne faccio a meno..Ma di una cosa che si conosce bene perchè la si è avuta, non si è mai del tutto privi."

Sul titolo del Romanzo l'autrice scrive:

"E' per mio desiderio personale che il volume intitolato Ces plaisirs... si chiamerà d'ora in poi Le pur et l'impur. Se mi si richiedesse di giustificare questo cambiamento, non troverei altro che un gusto spiccato per le sonorità cristalline, una certa antipatia per i puntini di sospensione a chiusura di un titolo incompiuto, - insomma, delle ragioni di trascurabile importanza."

COLETTE

 *

Leggendo queste pagine sono stata ispirata dalla seduzione di uno stile sensualmente ironico che trasuda delicatezza e fermezza.  Scivola  nella soglia tra piacere e tristezza come una lettera lasciata strisciare sotto la porta di un amante.

Jacques Émile Blanche
Ritratto di Colette
1905

Questo è il breve brano che ho scritto:

Amo con la distrazione di un muro di ricordi appesi; voluttuoso, arabescato  dalle crepe del tempo, caldo ed evocativo, segreto ed inesorabile, dissoluto,  resta infisso con alterigia su un pavimento dove fioriscono abiti.

Mi sporgo dai suoi occhi, resto in bilico, sollevo con le dita dei piedi le sue ciglia, come frange di una tenda li solleticano. 

Infine piroettano su di essi le sue labbra.

Cristina

*

MoulinDesBureau
venerdì, 17 novembre 2006, ore 18:32

simplicissimus -4

Lettura distensiva.

ugoentita
mercoledì, 15 novembre 2006, ore 08:14

BRUCIA CON TUTTE LE SCARPE

Leccherei la presa della corrente,

abbandonando la dolcezza sul sentiero di un uomo.

La tua ragione è l'ignoranza di chi non ascolta.

Odio i viziati che si credono malati di mente,

abbandonando la dolcezza sul sentienro di un uomo.

Queste parole sono le fiamme della rivolta.

smith222
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categoria : 03 poesie
mercoledì, 08 novembre 2006, ore 10:36

Ezra_Pound
ugoentita
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martedì, 07 novembre 2006, ore 12:20

VORREI SCRIVERTI UNA POESIA

Seduto col sacco sulle ginocchia

che tiene caldo e la penna

che non scarabocchia,

rimane lì dentro, fredda.

Il bus che si lascia

dietro chi lo rincorre, lascia

chi non l'ha preso e pensa,

al freddo persin dentro la giacca.

E la memoria abbraccia

i soli, i mai visti,

i vecchi e i vinti.

Io con i loro vestiti ritorno

con un'idea che non vive

per una penna che non scrive.

smith222
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sabato, 04 novembre 2006, ore 13:50

SUBLIMO

Sublimo nell'essere morto

Al giovane tempo sereno,

Ribelle alla mia angoscia,

Stupito di essere vivo,

Morivo un poco più piano

Nel tempo leggero.

Cadavere d'anima

Morto nel tempo,

Mi trovo, di me non so cosa,

Ad essere spazio.

Impazzita di pioggia

La pelle si disfa

E scompare per sempre.

ugoentita
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venerdì, 03 novembre 2006, ore 12:48

ADOTTANDO UN ALTRO STILE (la più squallida)

"Questi sono accenti o cacche di mosche?"

diceva una mia vecchia professoressa di francese..

Prendo in considerazione la giovane coppia

che ho qui davanti a me.

Il fanciullo, che stringe la mano alla svaccata

di cattivo gusto col codino, in questo preciso momento

vive male.

Parla con una disgustosa boccuccia, affiancando

un dolce gesticolare..questo è il regime

che trasforma in orsetti. Orsetti del cuore..

Maschi non emulatelo, potreste perdere

anche gli ultimi colpi di genio. 

E poi..cosa farete? Fino a 26 anni c'è un contratto d'apprendistato.

Ma dopo?

smith222
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