REVENGE- MARY MORRIS
ROMANZO
CASA EDITRICE LECONTE
216 PAGINE
Andrea non crede suo padre sia morto e basta. L’episodio dell’incidente le ingombra perennemente la mente tanto che a volte si domanda cosa farebbe se non avesse questo pensiero. E’ “prigioniera delle sue immagini”. Vive in uno stato di semi-incoscienza. Non si dà pace. L’unico luogo in cui riesce a trovare sé stessa è il suo studio, in cui finalmente è lucida, ha la mente sgombra. Il bambino sul fondo del lago con lo zainetto, gli arti che sbucano dal prato come erbacce, il cuore che “pulsa come un sacco di vermi”, le bambole a pezzi nel prato, il bigliettino nella macchina, sono solo alcune delle ossessioni che pervadono la psiche di Andrea. La pittrice vive sempre in due posti contemporaneamente: nella vita reale e “in una bolla. Un luogo della mente, che lei non può far scoppiare e da cui non può uscire”. La giovane artista conosce Loretta, una scrittrice dagli occhi azzurri e penetranti. Crede che abbia intrapreso un viaggio nell’oscurità. Crede non abbia più idee e stia pubblicando cose scritte in passato. Andrea è convinta che Loretta, in vita sua, abbia subito violenza da qualcuno, il padre forse e, una volta cresciuta, abbia utilizzato la scrittura come riscatto. Ci sono troppi riferimenti a mani, braccia, strette di mano, padri alcolizzati nei suoi racconti.
Mary Morris, attraverso una scrittura penetrante, visiva ed incisiva trasforma la mente del lettore in una tela bianca, su cui, col passare delle pagine, la giovane artista “dagli occhi verdi e una storia triste” può gettare i pensieri che la terrorizzano e la trascinano giù, in fondo ad un buco nero, con la paura di affogare. Le due si scopriranno, si confronteranno, si confideranno. Andrea si spoglierà delle sue problematiche con l’anziana donna: riuscirà a liberarsi dalle sue ossessioni? O si illuderà, sostituendole con delle altre?