L'attesa del pasto di cemento

Man Ray - Mannequin
In queste quattro mura
sorrette da Atlante
io vedo dalla finestra
il fuoco plasmatore di Prometeo
che incendia l'orizzonte di dei
nel loro crepuscolo.
Siamo divinità
col volto cullato
in una gabbia
di cemento.
La Sfinge ci imbocca
con cenere
di enigmi.
La nostra pace si cela
nell'attesa
di un pasto
nel traffico.
Intellettuali e animali
Guy Debord: "Lo spettacolo è un capitale a un tal grado di accumulazione da divenire immagine".
"La bellezza" tratto da I Cento Passi di Marco Tullio Giordana
C'è qualcosa di più devastante del degrado o della decomposizione, è il sovraffollamento, la sovrabbondanza, la comodità che mette la bellezza in attesa che l'ingorgo, il traffico nei nostri occhi si dipani come il filo di Arianna nel labirinto del Minotauro per giungere all'ideale astratto che possiamo identificare con Teseo, Il minotauro è la bellezza che dietro ai nostri occhi fatti di cera come le ali di Icaro arde in un feroce lamento. (Moulin des Bureaux)
Pier Paolo Pasolini: Niente di più feroce della banalissima Televisione
Per approfondimenti:
La società dello spettacolo
Da Pier Paolo Pasolini a Guy Debord la metamorfosi neo-capitalistica in attività contemplativa clicca qui per leggere l'intervento
Intellettuali e animali
Immagine di http://cidaq.deviantart.com/
Questa rubrica è stata pensata per affrontare temi e quesiti a rischio di estinzione di natura intellettuale a cui ci accosteremo con i sensi e la critica.
"L'intellettuale, in quanto depositario di una memoria storica - la scrittura, destinata a resistere al tempo - accentua la lontananza dall'animale, esempio di una vita che scorre senza riflettere, sprovvista di difese verso la morte e l'oblio. Ma forse la distanza che separa i due estremi contiene già le condizioni di un riavvicinamento. In quale forma, allora, l'intellettuale torna ad accostarsi all'animale? E quale sarà per lui il senso di questo incontro? L'esporsi alla precarietà senza la protezione del sapere?"
"Troppo agevole è dimostrare la totale superiorità dell'intellettuale sull'animale, su qualsiasi animale. Salvo il porcello, o suino, o maiale o porco. L'intellettuale è in genere stitico e avaro. Il porco è diarroico e generoso, fino al sacrificio di sè, del suo corpo gastronomico. Chi ama il porco ama la vita, in tutte le sue manifestazioni. Ma pochissimi sono coloro che amano il porco da vivo, solo gli eletti. Gli altri, e tra questi gli intellettuali in testa, lo amano da morto, in forme che sono la negazione e l'annichilimento della forma originaria. L'intellettuale odia le forme viventi, soprattutto se tali forme gli ricordano che la grandezza sta nel trasformare una esistenza effimera in un sostanzioso nutrimento per le generazioni che sopravvivono. Come fa il porco".
"Ma chi è, dopotutto, un intellettuale? Dicono che Diderot ne abbia inventato il mestiere. Un intellettuale sarebbe un artigiano della conoscenza. Costruisce oggetti del sapere con l'ausilio delle parole, e li spiega al volo. Va al fondo delle cose lacerando le cortine dell'apparenza. Ma oggi dietro l'apparenza non c'è che un susseguirsi sterminato di apparenze. Il fondo delle cose si trova nella superficie, come già scriveva Hofmannsthal. L'intellettuale ha perduto la rassicurante profondità delle sue indomite indagini. La società dello spettacolo (teorizzata, raccontata e analizzata dal filosofo e scrittore francese Guy Debord) lo ha esonerato, espulso ai margini. Lo ha trasformato in un clochard patetico, che tuttavia chiede ricche prebende a quella stessa società che non lo tollera. A meno che non si adatti a cantare la superficie, a imbrattare lo spettacolo. Umberto Eco ha capito prima di tutti il valore economico e culturale della superficie. Del resto Oscar Wilde affermava che soltanto i superficiali non credono alle apparenze.
"Gli eredi di Diderot sono i giornalisti sportivi o televisivi. Vivere per non pensare al significato della vita è diventato un imperativo categorico che ha bruciato la filosofia kantiana. Ma a questo punto l'intellettuale incontra di nuovo l'animale. Se le mie congetture non sono campate in aria, gli animali vivono senza riflettere sulla vita."
Testi tratti dalla rivista Legenda, 4 "Intellettuali e animali" diretto da Adelio Fusè
- Il 1°è tratto dal retro della copertina
- Il 2°, 3° e 4° sono a cura di Giuseppe Bonura
J. W. Goethe: "Se le scimmie sapessero annoiarsi potrebbero diventare uomini"
Notte di notte.
Che bella la notte stanotte
un lenzuolo di stelle
copre i nostri pensieri acerbi
Quante luci sorridono al mondo stanotte!
Quante mani stanno accarezzando
il viso tenero e ingenuo di un bambino
Il cielo dorme lieve e sereno
la luna regala la sua magia soave
E noi, noi ai piedi di un colle
apriamo l’anima alle sue tremolanti speranze
bagniamo gli occhi con le nostre preghiere
Come rose infreddolite dalla rugiada poi
guardiamo l’orizzonte di un’alba timida
che si affaccia gioiosa sulle acque di un futuro
che vuol sbocciare come viole limpide
sul prato spinoso della vita.
La vanità della cenere
Khnopff - Studio per Il sangue della Medusa (1896)
Luci affamate
ebbre di realtà
masticano sale
di viltà.
Minacciano l'oscurità
che profuma di cenere
come Eco
distratta dalla pietra
bramosa di vanità.
Istruzioni chat
Ciao a tutti, ho pensato di registrare un canale di chat sul server azzurra così la sera dopo le 22:00 potremmo collegarci e conversare fra autori.
Spero che l'idea sia gradita.
Chi già possiede il client mIRC basterà che dalla colonna di destra del blog clicchi alla voce "Se hai già mIRC clicca qui" e verrà indirizzato direttamente al canale.
Chi non possiede il client mIRC può scaricarlo cliccando qui
Una volta avviato mIRC vi comparirà questa schermata.
Figura1

dove voi andrete ad inserire il vostro nome, il vostro indirizzo e-mail, poi il "nick" che vorrete usare, ovvero uno pseudonimo con il quale gli altri utenti vi conosceranno ed un secondo eventuale nick nel caso che il primo sia già usato da un altro utente. Ad ogni modo chi volesse registrare il nick può farlo.
Fatto questo, scegliete il server al quale vi volete connettere. Il nostro canale è #ScrittoriDelSottosuolo e si trova appunto sul server azzurra. Cliccata sull'icona raffigurante due martelli come segnato in Figura2.
Figura2

Nella Figure 3 e 4 trovate le indicazioni per aggiungere il server azzurra al client mIRC. Cliccate prima su Servers e poi su add.
Figura3

A questo punto compilate i campi come vedete in Figura4 e date l'ok. La finestra della figura3 si chiuderà.
Figura4

Nella finestra della figura3 che era rimasta aperta Cliccate sul bottone "Connect to IRC server" e vi compariranno nella finestra dello "Status" le informazioni sulla vostra connessione.
Una volta che avrete configurato mIRC la sera potrete collegarvi direttamente al nostro canale #ScrittoriDelSottosuolo col procedimento illustrato sopra, ovvero
cliccando alla voce "Se hai già mIRC clicca qui" e verrete indirizzati automaticamente al canale.Se ci fossero problemi non esitate a comunicarmelo.
Buona scrittura e buona lettura.
Grazie
Figlia di Zeus e Mnemosine
(Senza titolo)
I desideri si curvano
flessi da onde liquide,
timori botanici slacciati dalla
consistenza di solitudine
- trattenuta calma -
rombi corrotti
sulla strada bagnata di illusioni,
immacolate arrivano foglie di uomini
intorno crisalidi viola
consistenti di pelle sconosciuta.
Utopia
Non dirmi.
Il vuoto ci dirà ciò che saremo
senza punirci per quello che siamo stati
Là dove un fuoco vive ancora sottile...
laddove flutta prosperosa la nostra speranza...
laddove il monte ha già smesso di cantare
io vagheggio come il vento
verso le nubi che cambiano sentiero
e poi quell’opaco sogno
si mostrerà caldo e possente...
i nostri respiri saranno sereni
le nostre bocche sazie
Là, dove il cielo avrà smarrito noi
rinascerà il salice dei nostri destini stolti
Cammineremo serpeggiando su paludi illusorie
di ricchezza blanda
costeggeremo i nostri scheletri vaganti
tra nebulose sfere di arie zuccherate
mentre l’eco accompagnerà sogghignando
i nostri piedi stanchi e ruvidi
come ciottoli bruciati dal sole
Tempesta sarà il mio manto lindo...
fole di strani giorni afosi
mi guideranno verso te
Tu, tu però non chiedermi chi sono...
non dirmi amore mio mi sei mancato
sfiora il mio respiro appena
e asciuga con le tue ciocche color pece
il silenzio che urla sul mio volto
Assaggia il sale acre e tozzo
che ha rigato di vita questo viso martoriato
e poi se vuoi
tradisci il mio cuore con un bacio
che non amerà mai
chi adesso vuole il brivido primitivo
di un desiderio di luce fioca e sincera.
Non andare via.
Vivo nelle tasche di un giorno già lontano
stretto e chiuso nel mio respiro
Guardo stelle di fumo
che si distaccano con indifferenza
dalle mie miserie
mentre tu, tu non sei qui!
Il vetro è appannato dai timori di troppe attese vuote
laddove un albero dondola stuzzicando arrogante
le mille foglie fragili che lo rivestono
Adesso il pianto non passa
cerca il suo riparo in una foto
dove liberi sono gli spazi
le sfumature e i tuoi avvenire
Eccomi rannicchiato nell’angolo più buio della casa
solitario, senza amici
senza mani da sfiorare!
Solo!
Senza te...
senza me!
Non andare ti prego
non andare via
perché randagio …
sono già nel mio domani.
Niente.
Le città bruciano senza pietà
Il condottiero non si arrende
ma l’acqua è povera
I fiori gelano...
le lacrime non esistono più
I nuovi schiavi sono rondini nomadi...
fili di burattini acerbi
le lanterne di un gasolio frettoloso
Abbiamo creduto...
pianto
sorriso.
Ora l’Odissea
scalza la realtà...
impazzisce le menti dei Faraoni
che vogliono di più
nel sogno di un cigno
che vuole cantare la sua fine!
Da "Mistero Buffo" di Dario Fo
*La fame dello Zanni*
Dario Fo illustra con lo stile e il linguaggio dei giullari del 1500 la fame di un contadino ridotto allo stremo dalla nascita delle città.
Il Vello d'oro

Questa sezione ospiterà copioni teatrali, tragedie e commedie antiche, interviste, recensioni e videorappresentazione di spettacoli teatrali.
Polonio: Che cosa leggete, mio signore?
Amleto: Parole, parole, parole.
("Amleto" di W. Shakespeare, Atto II - Scena II )
Niente.
In una scatola di carta
il mio trono si afferma
Costruzioni barocche...
piani lasciati alla vampa del giorno.
Meritare o decidere di essere!?
Tra molli schiume
di bolle rosa
mescolo il verde al blu
come un pittore al suo capolavoro
Di notte...
stanotte
saresti certa di me!
Domani poi
come dea
librerai via
dal mio letargo
per ridestarmi
senza un niente
che guardi i
miei contorni azzurri
su questo censo che chiedo
per dire:
-chissà-
un giorno
il mio stanco cuore
ti raccoglierà!
Tratti dal film "Il Cielo sopra Berlino" di Wim Wenders
"All'interno degli occhi chiusi
chiudere un'altra volta gli occhi.
Allora anche le pietre sono vive."
Quando il bambino era bambino
se ne andava a braccia appese,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente.
E questa pozza il mare.
Quando il bambino era bambino
non sapeva d'essere un bambino.
Per lui tutto aveva un'anima
e tutte le anime eran tutt'uno.
Quando il bambino era bambino
su niente aeva un'opinione
non aveva abitudini,
sedeva spesso a gambe incrociate
e di colpo sgusciava via.
Aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.
Nessun dolore
Nessun dolore può più colpirmi ormai:
ho rivestito il mio cuore di freddo,
marmoreo, respiro;
ho tramutato la mia epidermide in scaglie di pietra.
il salino delle lacrime avvolge la mia anima per proteggerla da ogni graffio.....nessuna indifferenza può più uccidermi....i morti, per fortuna,non avvertono....la mancanza della felicità..
Respiro, respiro ancora anche se il sangue è freddo e violentato
Scivolo su un nuovo foglio dove l’aria ubriaca le mie vesti,e ricordi anelo ancora ….
cimeli vetusti fuoriusciti da Sogno,
dove il pianto non trova posto e mi proteggo dal mio male
dallo stadio ultimo del mio sopore …
Domani il grigio restituirà
il suo tango all'azzurro,nuova vita riabbracceranno
le spoglie dei miei desideri,
da una scheggia di sangue rinascerò … libere le ali,
andranno incontro alla carezza di Eolo
rinascerà Nuova Poesia
nell’alveo del mattino …
tendo le mie mani tremanti
e già sei … stupore
senza dolore …
***
(Anna Marinelli & Francesco Luca Santo)
(Senza titolo)
Nel cerchio Benedetto
Dell’olio sacrale
Evito l’astrusi
Del tuo dottorato
Se vuoi guidarmi alla verità
Sappi allora
Che Dio
Vive nei miei pianti …