mercoledì, 29 ottobre 2008, ore 06:41

L'attesa del pasto di cemento

Man Ray - Mannequin

In queste quattro mura

sorrette da Atlante

io vedo dalla finestra

il fuoco plasmatore di Prometeo

che incendia l'orizzonte di dei

nel loro crepuscolo.

 

Siamo divinità

col volto cullato

in una gabbia

di cemento.

 

La Sfinge ci imbocca

con cenere

di enigmi.

 

La nostra pace si cela

nell'attesa

di un pasto

nel traffico.

MoulinDesBureau
mercoledì, 29 ottobre 2008, ore 05:52

Intellettuali e animali

Guy Debord: "Lo spettacolo è un capitale a un tal grado di accumulazione da divenire immagine".

Il traffico di Roma visto da Federico Fellini

"La bellezza" tratto da  I Cento Passi di Marco Tullio Giordana

C'è qualcosa di più devastante del degrado o della decomposizione, è il sovraffollamento, la sovrabbondanza, la comodità che mette la bellezza in attesa che l'ingorgo, il traffico nei nostri occhi si dipani come il filo di Arianna nel labirinto del Minotauro per giungere all'ideale astratto che possiamo identificare con Teseo, Il minotauro è la bellezza che dietro ai nostri occhi fatti di cera come le ali di Icaro arde in un feroce lamento. (Moulin des Bureaux)

Pier Paolo Pasolini: Niente di più feroce della banalissima Televisione

Per approfondimenti:

La società dello spettacolo

Da Pier Paolo Pasolini a Guy Debord la metamorfosi neo-capitalistica in attività contemplativa clicca qui per leggere l'intervento

MoulinDesBureau
mercoledì, 29 ottobre 2008, ore 05:19

Intellettuali e animali

Immagine di http://cidaq.deviantart.com/

 

Questa rubrica è stata pensata per affrontare temi e quesiti a rischio di estinzione di natura intellettuale a cui ci accosteremo con i sensi e la critica.

"L'intellettuale, in quanto depositario di una memoria storica - la scrittura, destinata a resistere al tempo - accentua la lontananza dall'animale, esempio di una vita che scorre senza riflettere, sprovvista di difese verso la morte e l'oblio. Ma forse la distanza che separa i due estremi contiene già le condizioni di un riavvicinamento. In quale forma, allora, l'intellettuale torna ad accostarsi all'animale? E quale sarà per lui il senso di questo incontro? L'esporsi alla precarietà senza la protezione del sapere?"

"Troppo agevole è dimostrare la totale superiorità dell'intellettuale sull'animale, su qualsiasi animale. Salvo il porcello, o suino, o maiale o porco. L'intellettuale è in genere stitico e avaro. Il porco è diarroico e generoso, fino al sacrificio di sè, del suo corpo gastronomico. Chi ama il porco ama la vita, in tutte le sue manifestazioni. Ma pochissimi sono coloro che amano il porco da vivo, solo gli eletti. Gli altri, e tra questi gli intellettuali in testa, lo amano da morto, in forme che sono la negazione e l'annichilimento della forma originaria. L'intellettuale odia le forme viventi, soprattutto se tali forme gli ricordano che la grandezza sta nel trasformare una esistenza effimera in un sostanzioso nutrimento per le generazioni che sopravvivono. Come fa il porco".

"Ma chi è, dopotutto, un intellettuale? Dicono che Diderot ne abbia inventato il mestiere. Un intellettuale sarebbe un artigiano della conoscenza. Costruisce oggetti del sapere con l'ausilio delle parole, e li spiega al volo. Va al fondo delle cose lacerando le cortine dell'apparenza. Ma oggi dietro l'apparenza non c'è che un susseguirsi sterminato di apparenze. Il fondo delle cose si trova nella superficie, come già scriveva Hofmannsthal. L'intellettuale ha perduto la rassicurante profondità delle sue indomite indagini. La società dello spettacolo (teorizzata, raccontata e analizzata dal filosofo e scrittore francese Guy Debord) lo ha esonerato, espulso ai margini. Lo ha trasformato in un clochard patetico, che tuttavia chiede ricche prebende a quella stessa società che non lo tollera. A meno che non si adatti a cantare la superficie, a imbrattare lo spettacolo. Umberto Eco ha capito prima di tutti il valore economico e culturale della superficie. Del resto Oscar Wilde affermava che soltanto i superficiali non credono alle apparenze.

"Gli eredi di Diderot sono i giornalisti sportivi o televisivi. Vivere per non pensare al significato della vita è diventato un imperativo categorico che ha bruciato la filosofia kantiana. Ma a questo punto l'intellettuale incontra di nuovo l'animale. Se le mie congetture non sono campate in aria, gli animali vivono senza riflettere sulla vita."

Testi tratti dalla rivista Legenda, 4 "Intellettuali e animali" diretto da Adelio Fusè

- Il 1°è tratto dal retro della copertina

- Il 2°, 3° e 4° sono a cura di Giuseppe Bonura

 

J. W. Goethe: "Se le scimmie sapessero annoiarsi potrebbero diventare  uomini"

 

MoulinDesBureau
martedì, 28 ottobre 2008, ore 19:46

Notte di notte.



Che bella la notte stanotte
un lenzuolo di stelle
copre i nostri pensieri acerbi
Quante luci sorridono al mondo stanotte!
Quante mani stanno accarezzando
il viso tenero e ingenuo di un bambino
Il cielo dorme lieve e sereno
la luna regala la sua magia soave
E noi, noi ai piedi di un colle
apriamo l’anima alle sue tremolanti speranze
bagniamo gli occhi con le nostre preghiere
Come rose infreddolite dalla rugiada poi
guardiamo l’orizzonte di un’alba timida
che si affaccia gioiosa sulle acque di un futuro
che vuol sbocciare come viole limpide
sul prato spinoso della vita.

poetanelcuore
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : 03 poesie
lunedì, 27 ottobre 2008, ore 01:50

La vanità della cenere

Khnopff - Studio per Il sangue della Medusa (1896)

Luci affamate

ebbre di realtà

masticano sale

di viltà.

Minacciano l'oscurità

che profuma di cenere

come Eco

distratta dalla pietra

bramosa di vanità.

MoulinDesBureau
domenica, 26 ottobre 2008, ore 21:21

Istruzioni chat

Ciao a tutti, ho pensato di registrare un canale di chat sul server azzurra così la sera dopo le 22:00 potremmo collegarci e conversare fra autori.

Spero che l'idea sia gradita.

Chi già possiede il client mIRC basterà che dalla colonna di destra del blog clicchi alla voce "Se hai già mIRC clicca qui" e verrà indirizzato direttamente al canale.

Chi non possiede il client mIRC può scaricarlo cliccando qui

Una volta avviato mIRC vi comparirà questa schermata.

Figura1

 

dove voi andrete ad inserire il vostro nome, il vostro indirizzo e-mail, poi il "nick" che vorrete usare, ovvero uno pseudonimo con il quale gli altri utenti vi conosceranno ed un secondo eventuale nick nel caso che il primo sia già usato da un altro utente. Ad ogni modo chi volesse registrare il nick può farlo.
Fatto questo, scegliete il server al quale vi volete connettere. Il nostro canale è #ScrittoriDelSottosuolo e si trova appunto sul server azzurra. Cliccata sull'icona raffigurante due martelli come segnato in Figura2.

Figura2

 

Nella Figure 3 e 4 trovate le indicazioni per aggiungere il server azzurra al client mIRC. Cliccate prima su Servers e poi su add.

 Figura3

A questo punto compilate i campi come vedete in  Figura4 e date l'ok. La finestra della figura3 si chiuderà.

Figura4

Nella finestra della figura3 che era rimasta aperta Cliccate sul bottone "Connect to IRC server" e vi compariranno nella finestra dello "Status" le informazioni sulla vostra connessione.

Una volta che avrete configurato mIRC la sera potrete collegarvi direttamente al nostro canale #ScrittoriDelSottosuolo col procedimento illustrato sopra, ovvero

cliccando alla voce "Se hai già mIRC clicca qui" e verrete indirizzati automaticamente al canale.

Se ci fossero problemi non esitate  a comunicarmelo.

Buona scrittura e buona lettura.

Grazie

 

MoulinDesBureau
domenica, 26 ottobre 2008, ore 20:40

Il Nascondiglibro
Immagini: Screenshot dal video "Bachelorette" di Bjork diretto da Michel Gondry (http://www.youtube.com/watch?v=x5nNfbTS6N4) - Haunted memories by Selenys (http://selenys.deviantart.com/)



Ciao a  tutti! Sono Daze e sono stata invitata, con mio grande onore, a scrivere su questo blog recensioni e consigli di lettura. Vi porterò nel cuore di storie affascinanti e dolcissime.  Amare e crudeli. Divertenti, strabilianti.
Spero che troviate di vostro gradimento il mio piccolo spazio, che vi troviate a vostro agio in questa mia piccola nicchia.
Io sono Daze, stupore e confusione. Una casa di carta e inchiostro, pizzi e merletti, bambole e mostri.

Mi potete trovare anche qui:

The House of Books
Let's talk about nothing
La mia libreria su Anobii
oopsydaze
domenica, 26 ottobre 2008, ore 09:00

Figlia di Zeus e Mnemosine





Nero buio, giorno senza luce
nell’abisso del mare
sirene senza voce
urlano l’angoscia
han perso la madre!
 
Oh Melpopene,
Il tuo canto ha ammaliato
mille e mille marinai con navi di carta
ed alberi di grafite
e nel mare delle parole
tua soave musica
si son persi.
Ed ora che il tuo canto d’inchiostro
più non c’è su questa isola,
come argonauti
vaghiam per mare
alla ricerca della voce perduta.

liosafar
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : 03 poesie
venerdì, 24 ottobre 2008, ore 10:35

(Senza titolo)

I desideri si curvano
flessi da onde liquide,
timori botanici slacciati dalla
consistenza di solitudine
- trattenuta calma -
rombi corrotti
sulla strada bagnata di illusioni,

immacolate arrivano foglie di uomini
intorno crisalidi viola
consistenti di pelle sconosciuta.


Utopia

AcidxBurn
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : 03 poesie
mercoledì, 22 ottobre 2008, ore 11:21

Non dirmi.


Il vuoto ci dirà ciò che saremo
senza punirci per quello che siamo stati
Là dove un fuoco vive ancora sottile...
laddove flutta prosperosa la nostra speranza...
laddove il monte ha già smesso di cantare
io vagheggio come il vento
verso le nubi che cambiano sentiero
e poi quell’opaco sogno
si mostrerà caldo e possente...
i nostri respiri saranno sereni
le nostre bocche sazie
Là, dove il cielo avrà smarrito noi
rinascerà il salice dei nostri destini stolti
Cammineremo serpeggiando su paludi illusorie
di ricchezza blanda
costeggeremo i nostri scheletri vaganti
tra nebulose sfere di arie zuccherate
mentre l’eco accompagnerà sogghignando
i nostri piedi stanchi e ruvidi
come ciottoli bruciati dal sole
Tempesta sarà il mio manto lindo...
fole di strani giorni afosi
mi guideranno verso te
Tu, tu però non chiedermi chi sono...
non dirmi amore mio mi sei mancato
sfiora il mio respiro appena
e asciuga con le tue ciocche color pece
il silenzio che urla sul mio volto
Assaggia il sale acre e tozzo
che ha rigato di vita questo viso martoriato
e poi se vuoi
tradisci il mio cuore con un bacio
che non amerà mai
chi adesso vuole il brivido primitivo
di un desiderio di luce fioca e sincera.

poetanelcuore
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : 03 poesie
martedì, 21 ottobre 2008, ore 16:33

(Senza titolo)
A volte
mi trovo
a riflettere
alla tristezza
del mondo al
mio malessere
a quanto
l'apocalisse
dovesse
fagocitare
tutte le maschere
dell'ipocrisia ed
i suoi compromessi
ma è solo un
sogno un
lento sperare
di non vedere
con i miei
occhi la fine
del mondo
è solo un
sogno mi ripeto
assente
assetato del
mio bisogno da
perdente di
poter sognare
ancora oltre
tutte le cicatrici
che ho in
corpo e sembrano
un cappio intorno
al collo è solo
un sogno
speriamo che
si avveri.

ashurado
lunedì, 20 ottobre 2008, ore 10:54

Non andare via.


Vivo nelle tasche di un giorno già lontano
stretto e chiuso nel mio respiro
Guardo stelle di fumo
che si distaccano con indifferenza
dalle mie miserie
mentre tu, tu non sei qui!
Il vetro è appannato dai timori di troppe attese vuote
laddove un albero dondola stuzzicando arrogante
le mille foglie fragili che lo rivestono
Adesso il pianto non passa
cerca il suo riparo in una foto
dove liberi sono gli spazi
le sfumature e i tuoi avvenire
Eccomi rannicchiato nell’angolo più buio della casa
solitario, senza amici
senza mani da sfiorare!
Solo!
Senza te...
senza me!
Non andare ti prego
non andare via
perché randagio …
sono già nel mio domani.

poetanelcuore
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : 03 poesie
sabato, 18 ottobre 2008, ore 11:54

Niente.


Le città bruciano senza pietà
Il condottiero non si arrende
ma l’acqua è povera
I fiori gelano...
le lacrime non esistono più
I nuovi schiavi sono rondini nomadi...
fili di burattini acerbi
le lanterne di un gasolio frettoloso
Abbiamo creduto...
pianto
sorriso.
Ora l’Odissea
scalza la realtà...
impazzisce le menti dei Faraoni
che vogliono di più
nel sogno di un cigno
che vuole cantare la sua fine!

poetanelcuore
Permalink ¦ commenti (2) ¦ commenti (2)(popup)
categoria : 03 poesie
giovedì, 16 ottobre 2008, ore 07:02

Da "Mistero Buffo" di Dario Fo

 *La fame dello Zanni*

Dario Fo illustra con lo stile e il linguaggio dei giullari del 1500 la fame di un contadino ridotto allo stremo dalla nascita delle città.

MoulinDesBureau
giovedì, 16 ottobre 2008, ore 06:50

Il Vello d'oro

Questa sezione ospiterà copioni teatrali, tragedie e commedie antiche, interviste, recensioni e  videorappresentazione di spettacoli teatrali. 

Polonio: Che cosa leggete, mio signore? 

Amleto: Parole, parole, parole.                 

("Amleto"  di W. Shakespeare, Atto II - Scena II )

MoulinDesBureau
martedì, 14 ottobre 2008, ore 15:31

Perdonami
ma non trovo
le parole
per dirti
quanto ho perso
un tuo solo
sguardo
rende eterno
ogni mio
momento
a volte sto
giorni ad
aspettar che
ritorni solo
per i tuoi occhi
per un fuggevole
sorriso che
non m'appartiene
lo so faccio
l'indifferente
ma ho paura
di sbagliare
e la vita non
corregge non
ho rime nonostante
tutti dicano che
ho l'animo del
poeta per dirti
quello che
dentro di me
crei oltre ogni
atmosfera
vorrei essere
indomito fermarti
parlarti sorriderti
ma ho paura
d'annoiarti in
fondo sono
così banale mi
basta solo
guardarti e poi
riflettere che
tu come me non
sei uguale agli
altri quanto
vorrei amarti
oltre il corpo la
sete la notte ed
il giorno ma penso
a tutti i miei
sbagli e non voglio
recar dolo
preferisco guardarti
ammirarti
sognarti finchè
qualcuno che
davvero ti meriti
si faccia avanti e
poi anche quel
momento di
abbandono che
in uno sguardo
ci unisce finirà
in cenere a consolarmi
fra le mille
lacrime amare e
quello che per
timidezza o per
ragione non ho
saputo darti
ashurado
martedì, 14 ottobre 2008, ore 10:32

Niente.


In una scatola di carta
il mio trono si afferma
Costruzioni barocche...
piani lasciati alla vampa del giorno.
Meritare o decidere di essere!?
Tra molli schiume
di bolle rosa
mescolo il verde al blu
come un pittore al suo capolavoro
Di notte...
stanotte
saresti certa di me!
Domani poi
come dea
librerai via
dal mio letargo
per ridestarmi
senza un niente
che guardi i
miei contorni azzurri
su questo censo che chiedo
per dire:
-chissà-
un giorno
il mio stanco cuore
ti raccoglierà!

poetanelcuore
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : 03 poesie
martedì, 14 ottobre 2008, ore 03:04

Tratti dal film "Il Cielo sopra Berlino" di Wim Wenders

"All'interno degli occhi chiusi

chiudere un'altra volta gli occhi.

Allora anche le pietre sono vive."

 

 

 

Quando il bambino era bambino

se ne andava a braccia appese,

voleva che il ruscello fosse un fiume,

il fiume un torrente.

E questa pozza il mare.

 

Quando il bambino era bambino

non sapeva d'essere un bambino.

Per lui tutto aveva un'anima

e tutte le anime eran tutt'uno.

 

Quando il bambino era bambino

su niente aeva un'opinione

non aveva abitudini,

sedeva spesso a gambe incrociate

e di colpo sgusciava via.

 

Aveva un vortice tra i capelli

e non faceva facce da fotografo.

MoulinDesBureau
lunedì, 13 ottobre 2008, ore 10:26

Nessun dolore

Nessun dolore può più colpirmi ormai:
ho rivestito il mio cuore di freddo,
marmoreo, respiro;
ho tramutato la mia epidermide in scaglie di pietra.
il salino delle lacrime avvolge la mia anima per proteggerla da ogni graffio.....nessuna indifferenza può più uccidermi....i morti, per fortuna,non avvertono....la mancanza della felicità..

Respiro, respiro ancora anche se il sangue è freddo e violentato
Scivolo su un nuovo foglio dove l’aria ubriaca le mie vesti,e ricordi anelo ancora ….
cimeli vetusti fuoriusciti da Sogno,
dove il pianto non trova posto e mi proteggo dal mio male
dallo stadio ultimo del mio sopore …

Domani il grigio restituirà
il suo tango all'azzurro,nuova vita riabbracceranno
le spoglie dei miei desideri,
da una scheggia di sangue rinascerò … libere le ali,
andranno incontro alla carezza di Eolo
rinascerà Nuova Poesia
nell’alveo del mattino …

tendo le mie mani tremanti

e già sei … stupore
senza dolore …

***
(Anna Marinelli & Francesco Luca Santo)

poetanelcuore
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : 03 poesie
domenica, 12 ottobre 2008, ore 10:22

(Senza titolo)

Nel cerchio Benedetto
Dell’olio sacrale
Evito l’astrusi
Del tuo dottorato
Se vuoi guidarmi alla verità
Sappi allora
Che Dio
Vive nei miei pianti …

poetanelcuore
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : 03 poesie