mercoledì, 26 novembre 2008, ore 09:17

 

Forum: Versione restaurata

Scrittori del Sottosuolo

Moulin des Bureaux presenta la versione restaurata del Cafè des Arts, il forum aperto a discussioni letterarie sui percorsi e gli intenti della letteratura nelle epoche passate e in quella contemporanea.

Si potranno leggere ancora le vecchie discussioni alle quali si potrà continuare ad intervenire al lume delle candele accese dagli "Scrittori del Sottosuolo".

Troverete i vecchi topic nelle sezioni del nuovo forum, ciascuno dei quali sarà accompagnato dal logo del vecchio forum da cui sarà possibile collegarsi alle risposte date dagli autori, che partecipano al Moulin, nella precedente versione del forum.

 

MoulinDesBureau
mercoledì, 19 novembre 2008, ore 11:41

(Senza titolo)

Non puoi dirmi di smettere di guardarti così, se poi sei tu a scrutarmi dentro, metterci le mani e cercare risposte che neanche io so. Ci sono due modi di essere amici e tu sei il terzo (modo). Mille volte e mille stazioni. Sempre quella sensazione condivisa di non riuscire nè a partire nè a tornare. Prima o poi anche noi smetteremo di perdere treni, di fantasticare fughe improvvise, e di cercare un senso. Non basterebbe il vento in faccia, non basterebbe il sesso e neanche tutta una notte a rollarsi i pensieri tra le dita. Allora, leggimi. E poi sbraita tutto quello che mi avresti detto e non hai potuto. Con le parole puoi liquefarmi le orecchie. Cosa non ti ho detto io? Niente che non sia passato dagli occhi e dalla pelle. Niente che tu non abbia capito. Tutto quello che fingi di non aver capito. Il problema è che io ti racconto una storia e a te arriva al contrario.

dream1980
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categoria : 10 eros e psiche
sabato, 15 novembre 2008, ore 00:10

I - Spleen metropolitano

Sentirsi come rami spezzati

a scrivere utopie
descrivere attese
impazzire la sera
per un cenno assente.

Nemmeno la forza per odiare
avere la maledetta fottuta
ragionevolezza
per togliere il disturbo..

Sperare di addormentarsi.
Farla finita col giorno e con la notte.
DarkOtrebor
martedì, 11 novembre 2008, ore 18:14

(Senza titolo)
Scorrono
fotogrammi
e resto
indietro a
guardar i
passi sfiorire
le sementi
tra i rami
oltre i sassi
lacrimano i
gerani sorridono
i cipressi
ancora cerco
l'utopia del
cuore e
m'avveleno
d'un sogno
che si accontenta
di raccontarsi
piuttosto
d'esser vissuto
spelonche
inique son
le mie rime
quasi spine per
non addormentarsi
guardò laggiù
il crinale non
è di nessuno è
solo uno scranno
vuoto abbandonato
alle rughe alle
radici del
tempo se il
corpo è tempio
il mio è deserto
edificato nella
polvere sorrido
distante ed
assolto da incurabili
colpe son
forse io la preghiera
accesa nella
notte?
ashurado
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categoria : 03 poesie
martedì, 04 novembre 2008, ore 23:03

Il Nascondiglibro

"Ti pieghi ma non ti spezzi,

dai ma non prendi, mi lasci a pezzi...

Jeliza Rose, come farò con te?"

 

Image of Tideland

 

Tideland di Mitch Cullin

Fazi, 2006

Eccolo. Il primo libro, la prima storia che ho deciso di raccontarvi e di portare in questo nascondiglio di libri, per Alice Lettrice e il Capitano con l'uncino.

E' Tideland. Un libro incantato ed incantevole, fiaba macabra da far tremare i cuori. Jeliza Rose vive con il suo papà rocker e la sua mamma intossicata, in un appartamento a Los Angeles. A undici anni sa dove si compra la roba migliore, come scaldare un cucchiaio e usare un laccio emostatico. E' un rito magico per far viaggiare suo padre, lontano, in Danimarca tra regine di ghiaccio e leggendari combattenti. Lontano da una moglie di quarant'anni più giovane e troppo veleno in corpo, da far stare sdraiati tutto il giorno per il peso.

E' così che passa le sue giornate Jeliza Rose, compiendo magie e riti temendo mostri e fantasmi e creature immaginarie. Forse, per questo motivo, quando l'orrore è proprio lì, davanti ai suoi occhi da bambina che non lo riconosce.  E' solo una parte di storia per non far chiudere gli occhi la notte. L'orrore è lì, avvolto in fiamme, in una pira funebre.

La Danimarca è lontana, certo, ma un modo per scappare da tutto si trova. Una casa sperduta in campagna. Senza finestre e con il tetto rotto. Con gli scoiattoli che rosicchiano e fanno dispetti. Il mondo si capovolge, una volta ancora, per Jeliza. Lucciole fra i capelli e grida di treni. Diventa un'avventuriera, lei e le teste di bambola che con coraggio sfidano la Morte e vogliono scoprire dove si nasconde lo squalo. Mentre il padre è in viaggio ma troppo lontano, questa volta. E non sente il brontolio della pancia di sua figlia e non vede quando tutto va a rovescio, ancora e di nuovo. Il cielo non esiste e la casa di legno è un sommergibile.

Jeliza che scopre segreti a cui non sa dare un nome.

Jeliza che strordita nasce di nuovo.

oopsydaze