mercoledì, 09 settembre 2009, ore 13:59

La cera del deserto


Immagine di Jack Vettriano - Baby bye bye


Gli orizzonti
sfidano il deserto
incendiati
dal carro di Apollo.

Il colore dell'azione
fa impallidire il pensiero,
cola come cera
di pudore.


E sulle guance
più feroce appare
quel fervido albore.


MoulinDesBureau
domenica, 03 maggio 2009, ore 18:40

LO STRANIERO

Immagine: http://willko.deviantart.com/art/blind-52326440

Il mendicante tu sei...
fra le macchie d'olio
lasciate dalle macchine
tu nascondi le tue impronte.

Copri col tuo flauto
gli sguardi dei passanti,
ti proteggono le scure note
come occhiali
dalle ingiurie del sole,
testimone e coltello
ha sedotto l'ingenuità
del tuo primo amore
incesto.

MoulinDesBureau
domenica, 05 aprile 2009, ore 11:09



Vox populi






Me ne andrò...
ce ne andremo,
sulla schiuma marina danzeremo
come apolidi incompiuti
selvaggi senza origini né pelle

Ce ne andremo...insieme
via dalle ragnatele della casa disastrata
via dalla nidiata degli avvoltoi
dagli alberi inerti e imbarbariti dal seccume
andremo a Babele
confondendoci tra gli avi
affrontando i falsi giusti...

Riposa adesso,
ci aspetta un mondo
che ricostruiremo...

Erigeremo mura inabbattibili
Costruiremo una nuova Gerico
Dove trovino asilo
I derelitti del mondo.
Quelli che odorosi di salino e sudore
Sfidano destini a mani inermi.

Ce ne andremo…da questa terra inospitale
In cerca di un nuovo eden
dove mettere a dimora sementi di speranza
dove le ragnatele si muteranno in drappi
vellutati, di cui vestire le nostre paure.

Vieni con me, dammi sostegno
col tuo avambraccio forte, reggimi,
se vacillerò a causa del mio infermo passo…

con sguardi taglienti avanzo
a fendere muraglie di impotenze..
avanzo sitibonda
tra le aride steppe che mi assediano


Non aver più paura,
ci sarò io a sostenerti...
sarò il tuo raggio di speranza
ubriacherò il dolore con la forza del mattino!

Vieni, resta qui...
nel cenacolo del tramonto
la nostra terra sarà oro
insieme daremo luce al mondo!

( Francesco Luca Santo & Aphrodite 1 )
poetanelcuore
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sabato, 04 aprile 2009, ore 12:37



Odiami.


Non ti avvicinare mai a me
potresti bruciare...
è il riflesso
vivisezionato del mio dolore
Non lasciarmi
regali sensuali
ti prego!
Vai via...
lontano...
dove schegge di specchi
deformi
non rigano i tuoi tremori
Pulsa il sangue nero
nel mio stomaco...
il dolore dell'impotenza
dell'amore che non posso dare...
che non voglio sacrificare!
è difficile per me
sfiorarti...
darti attimi e parti
del mio artistico
rispetto
La mia era è già finita
come androide
senza linfa
nell'eufemismo
di un bacio ghiacciato!
Non cercarmi nel
mercato
degli schiavi
farò finta di non vederti...

poetanelcuore
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venerdì, 03 aprile 2009, ore 11:32

Nuvola.


Sarò una nuvola
Racchiusa dentro un’alba
Ridipingerò il cielo di nuove luci…
Pulirò l’aria di buoni odori
Scenderò dal mio trono
E
Raccogliendo le tue mani nelle mie
Carezzerò la musica
Dei tuoi occhi
Nell’infinità dei sogni…
Saremo eroi…
Mutanti
Legionari dei nostri errori
L’anima del rispetto!
La vita ci farà templi
Clessidre buone…
Sotto il fuoco della passione:
“ i tuoi sogni saranno i miei
La mia vita sarà
Soltanto tua…”

poetanelcuore
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giovedì, 02 aprile 2009, ore 10:04

 
Nulla più.




C’erano i gerani alla finestra
il sole su colle alto
e tu sul prato con pistole di plastica
imitavi i grandi …
C’ero io...
quando ti facesti uomo
e ancora i gerani sul tavolo
e ancora il sole sul colle alto
C’ero io...
quando vennero a dirci
che lì sul colle
dove il sole era alto
eri morto per la guerra …
quella vera!
Niente più gerani sul tavolo
solo steli insecchiti!
Niente più sole alto
solo grigi annali di dolore!
Niente più noi...
Niente più tu!
Solo l’orrendo odore
di bombe all’idrogeno e macerie …!
Adesso dove da piccolo giocavi a far la guerra
c’è una croce...
la tua casa
e il nostro addio …!
poetanelcuore
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mercoledì, 01 aprile 2009, ore 14:26





filtra pallida
e s'appoggia sulle mani
vibrando negli schizzi
di un proiettile

siamo stati infiniti,
senza ombra










Altre Parole & Fotografie @ Caos, Hypnos & Oneiros
Model, Concept & Styling: Anna Utopia Giordano - Photographer: Andrea Lojacono
AcidxBurn
mercoledì, 01 aprile 2009, ore 12:40

Oro




Ho oro adesso tra le mani,
non più fuliggine , ma oro...
Mi hai regalato il pretesto di un amore
che ricercavo dentro il ventre del mare
nella sabbia delle sue rive,
ho toccato i tuoi occhi
e le mani hanno tremato...forte,
come un padre abbraccia il frutto del suo sangue
Abbiamo camminato verso il sole
e cantato tra le mani del vento
Siamo fuoco e pioggia,
alberi maestri di una rotta senza sosta
Abbiamo abbracciato l'aria coi respiri,
felici di esser sposi
diventando puri
come ali di un angelo …





Siamo terra e sole,
che si ricercano
senza posa, perché siamo stati scelti
da un Dio che ci ha letto nell'anima,
e una dolce armonia
i musici del cielo,
hanno suonato per noi!
Noi siamo gli elementi
di Vita:dalla terra nascerà
sempre nuovo germoglio,
mentre tu mio sole,
in un anelito di vita
riscaldi la mia riva d'oro,
felici di germinare amore.

( Francesco Luca Santo & Dora Forino )
poetanelcuore
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martedì, 03 marzo 2009, ore 18:22

Tende bucate

Dal film "Spione" di F. A. Wagner

Tende bianche

di vergogna masticate

come tane

da pensieri domiciliari

nei buchi di un Gruviere

di una trappola per topi.

 

Grattano le fogne

cani senza coda

girano in circolo

per morder l'ombra

del proprio vicino.

 

Apri la porta

respira l'odore

del mio mondo intestino,

leva la tenda

del tuo spioncino.

MoulinDesBureau
lunedì, 12 gennaio 2009, ore 10:55

 

Love addiction e reciso il filo di Penelope
il cammino è sospeso tra fila di ferro nuvole;
le vertigini governano il risiedere tolleranza
smarrito in antiche anamnesi lo scrigno del giusto io.

Inabissare è l'unica possibilità rimasta
inevitabile il reiterato bisogno di quercia;
perpetua l'occorrenza di alto fuoco e soave miele
caratteristica epidemiologica di tenerezza.

Pecularietà affettiva preme su sopravvivenza
pensieri e vissuti emotivi danzano girando;
sguardo fisso nel canestro bisogno attanaglia respiro
catena di clorofilla non ammette mancanza di luna.

 

IrisDark
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mercoledì, 24 dicembre 2008, ore 10:28


Il Natale di Giuseppe


L’ora è vicina …
E adesso cosa mi attenderà?
Maria ha già la sue doglie
E la balia è lì …
a darle sostegno

Mi tremano i ginocchi
La pupille vibrano …
Chissà se?
E se poi …?
E Lui mi amerà?

Mi allontano un attimo …
La stella è già sui nostri capi
Già tutti sanno!
Tutti sorrideranno …

Oh Dio!
Mio Signore!
Perché scegliesti me?
E se poi io …?

Illuminami …
Dammi sostegno …
Crescerò tuo figlio!
Ma Lui saprà?
E poi cosa dovrò insegnarli io?
Sono falegname …
Cosa posso dare
A Nostro Signore ?

E poi chissà se anche Maria …
Sì … chissà se pure Ella si chiede tutto questo?

Ecco …
Sento il suo vagito!
Mio figlio …
Nostro figlio è venuto al mondo!

E tutti i dubbi adesso vanno via …
Guardando i suoi occhi
Tutto va via …

Tutto …
adesso è vita!

poetanelcuore
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mercoledì, 24 dicembre 2008, ore 05:34

Venere in pelliccia

Immagine: Guido Crepax - Venere in pelliccia

"Queste città hanno l'odore di una brutta confessione..."

I suoi peccati

sono le sigarette

sui marciapiedi

i voluttuosi e barocchi raggi del sole

ostentati

come una parure di gioielli

da una vecchia signora

che non rinuncia

alla sua vanità

e indossa

una pelliccia di smog.

 

I suoi ricordi

sono una tappezzeria

di manifesti pubblicitari

e i sentimenti si alternano

nei tre colori del semaforo.

 

Peli pubici spuntano

agli angoli delle strade

e assorbono i racconti

dai passi depositati

come residui di cibo

tra i denti.

 

 

Non ha padrone

e a tutti è asservita,

nel suo sorriso beffardo

da zingara,

finestre aperte

balconi sporgenti

panni stesi,

e un dente d'argento

è la lapide nel cimitero,

perchè morire in città

è un vezzo.

MoulinDesBureau
mercoledì, 17 dicembre 2008, ore 03:11

Puttana

Immagine:  Toulouse Lautrec, Yvette-Guilbert

Vorrei fare la puttana
per avere rapporti chiari
il prezzo fisso
il metodo noto.


Vorrei fare la puttana
per sentirmi di tutti
e sentirmi nessuno;
morire per mano assassina
redenta nell'ultimo amplesso
innocente e lagrimata
da ogni vecchio del paese
da ogni giovane introverso.


Vorrei fare la puttana
ed avere un ruolo,
un posto, una strada,
essere chiamata, bastonata
irrisa, desiderata
ma non ignorata:
pericolo amorale
per l'angelo del focolare.


Vorrei fare la puttana
da comprare con un soldo
ma che prende la vita
col suo finto amore
che inganna meno
dei romantici tepori
che inverte in un orgasmo
la realtà del sentimento.

Mimo Morente

MoulinDesBureau
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martedì, 16 dicembre 2008, ore 21:47

Figlio

 

Figlio

 

E' stato un tramonto caliginoso

ma era già buio

e poi l’alba incolore

monca di luce

abbondante di tenebre,

corpo di uomo,

cuore ancor fragile,

smarrimento,

rabbia,

rancore,

silenzi eterni

mentre con l’argilla

della tua anima

modellavi tenerezze

cesellavi incastri

che da lontano

irroravo con gocce

di pianto

al fine di rendere

plasmabile

alle tue mani

quella creta,

ne è nata la meraviglia

di tenacia e dolcezza.

Hai compiuto la tua opera d’amore.

UOMO.

 

liosafar
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martedì, 16 dicembre 2008, ore 08:33

 

 (Senza titolo)

 

 Liquidi sospiri concentrano  sottili geometrie
piume di calde pietre nascondono alate leggerezze;
pannelli di colorato caramello confondono spine
lusinghe di lattice ricordano nubi in estensione.

Miscele di profumati incensi raccolgono magie
dissomiglianti ceri si estendono incontrando pelle;
tratti felini circondano voli e creano ricordi
soffici occhi elevano ponti riducendo distanze.

IrisDark
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lunedì, 15 dicembre 2008, ore 21:06

Il valzer degli innocenti

Gira cullata

da una melodia di note,

esauste

come i pianti

di bambini mai nati.

 

Li hanno custoditi

nei loro ventri,

madri vergini

a gambe aperte

in attesa di parti

d'inchiostri marci.

 

I cavalli della giostra

giacciono stramazzati

con una siringa nel fianco.

 

Gocce di penicillina

escono dall'ago,

battono il tempo

di un ultimo giro.

 

E' la muffa

sotto i tacchi

l'unica creatura

che ancora pulsa,

l'eco di una trama

calpestata

nel nero sangue,

da un'ingenua giravolta

cucita

con un punto a croce,

nel fumo di Londra.

 

MoulinDesBureau
venerdì, 12 dicembre 2008, ore 13:47

(Senza titolo)

 

Cerchio profondo su imperscrutabile buio

sterminate embrionali vane speranze;

forti propositi in iniziale fase     

infranti sogni e alta pura nitidezza.

 

Macchiati ninnoli da feroce esterno

necessità di creazione su protezione;

fattura di nudo scudo e potente scrigno

bolla di cristallo vetro riflettente luci.

 

Il disagio di espansione regna immoto

barriera ostacola il diffuso  calore;

perdute mappe impediscono procedere

attendono gli accessi per colmare pozzi.

 

Solchi subordinati tracciano direzioni

cadute di fragilità creano rotture;

specchi ritornano su delicate volontà

franata roccia induce oscuri errori.

 

Ineluttabile il frapporsi di riscatto

brutale il recidere l’apice boccio;

permanente incisione sulla perennità

il frangersi di una gemma perturba fiorire.

 

Dentro e fuori il bisogno di infinito

la brama di cerchio muove occhi e valichi;

corse sulle  rese sufficientemente buone

pena di interminabile introspezione.

 

Tormentato è il  congenito semicerchio;

smisurato eco di prevista  nostalgia

risoluta incompiuta la tonda linea

Riflesso accecante del non più divenire.

 

IrisDark
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giovedì, 11 dicembre 2008, ore 15:22

- Il fondo del barile -




Gira la lama
nel rumore rutilante,
affetta alluminio.
Gira, ma nulla raggiunge,
gira senza viaggiare,
rotea e tormenta la mente.


la mente non gira e non vola,
prigioniera dell'assordante
frastuono che la taglia:
sempre più povera e sterile,
misera mercenaria
raschia il fondo..della busta!


Così si barattano i sogni,
troppo grandi e incerti,
troppo scomodi da inseguire.
E le ali si spezzano,
tagliate di netto
come barre d'alluminio.
 
FABIO MASCIARI






MoulinDesBureau
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mercoledì, 10 dicembre 2008, ore 09:07

 (Senza titolo)

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 Innevati campi di margherite si tendono all'occhio fuoritempo
pile di vecchi impolverati diari imbottiscono angoli;
infinitesimali alte scale stagliano aria e cielo
ipersensibilità intercettano e bloccano impetuosità.

Brama di vitale quiete interrompe burrascosi flussi nascenti
sguardi inseguono dolci chimere intagliando armoniosi profumi;
laddove  ragione non si  addentra ciò che ne rimane è possibile
gradito cambio di probabili credenze in possibili sensazioni.

IrisDark
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martedì, 09 dicembre 2008, ore 10:50

estintore

LA VOCE DELLA STRADA

Sarà il mio riflesso negli occhi
di chi mi ha perso, sarà l'inverso,
sarà questo universo di materiali,

sarà la morte nelle scuole.
Un dolce decotto di malta e mattoni
filtra per tubi marci
nelle sporche vetture.
Bidoni morti capovolti
esalano sempre l'ultima saggezza

prima di liberarsi in un camion,
e gli spazzini riconoscono
il timbro della sua voce.
Tutto ciò che sai glielo puoi dire,
confidare, ma nel suo linguaggio

e le scure puttane sul marciapiede
rideranno come sceme guardandoti.
La pressione di una sua lezione di vita
farebbe saltare in aria e volare
i compiti corretti dal braccio
di qualsiasi professore.
Piangi per lei, piangi sul tuo egoismo,
sui tuoi sbagli seriali,
su una spalla di cemento,
su un suo sfiato d'aria calda

che sputerà le tue lacrime oltre.
Non morirai per strada
fin quando sentirai questo scroscio
di fucilate d'aria che riportano
indietro ed in avanti la memoria.
smith222
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