mercoledì, 19 novembre 2008, ore 11:41

(Senza titolo)

Non puoi dirmi di smettere di guardarti così, se poi sei tu a scrutarmi dentro, metterci le mani e cercare risposte che neanche io so. Ci sono due modi di essere amici e tu sei il terzo (modo). Mille volte e mille stazioni. Sempre quella sensazione condivisa di non riuscire nè a partire nè a tornare. Prima o poi anche noi smetteremo di perdere treni, di fantasticare fughe improvvise, e di cercare un senso. Non basterebbe il vento in faccia, non basterebbe il sesso e neanche tutta una notte a rollarsi i pensieri tra le dita. Allora, leggimi. E poi sbraita tutto quello che mi avresti detto e non hai potuto. Con le parole puoi liquefarmi le orecchie. Cosa non ti ho detto io? Niente che non sia passato dagli occhi e dalla pelle. Niente che tu non abbia capito. Tutto quello che fingi di non aver capito. Il problema è che io ti racconto una storia e a te arriva al contrario.

dream1980
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categoria : 10 eros e psiche
martedì, 14 ottobre 2008, ore 15:31

Perdonami
ma non trovo
le parole
per dirti
quanto ho perso
un tuo solo
sguardo
rende eterno
ogni mio
momento
a volte sto
giorni ad
aspettar che
ritorni solo
per i tuoi occhi
per un fuggevole
sorriso che
non m'appartiene
lo so faccio
l'indifferente
ma ho paura
di sbagliare
e la vita non
corregge non
ho rime nonostante
tutti dicano che
ho l'animo del
poeta per dirti
quello che
dentro di me
crei oltre ogni
atmosfera
vorrei essere
indomito fermarti
parlarti sorriderti
ma ho paura
d'annoiarti in
fondo sono
così banale mi
basta solo
guardarti e poi
riflettere che
tu come me non
sei uguale agli
altri quanto
vorrei amarti
oltre il corpo la
sete la notte ed
il giorno ma penso
a tutti i miei
sbagli e non voglio
recar dolo
preferisco guardarti
ammirarti
sognarti finchè
qualcuno che
davvero ti meriti
si faccia avanti e
poi anche quel
momento di
abbandono che
in uno sguardo
ci unisce finirà
in cenere a consolarmi
fra le mille
lacrime amare e
quello che per
timidezza o per
ragione non ho
saputo darti
ashurado
mercoledì, 08 ottobre 2008, ore 13:58

(Senza titolo)
L'ultimo petalo
infrango
solo per
distruggere
l'amore
ormai l'odore
del tempo
è nettare inviso
ai miei
sogni incapaci
di volare
starnazzanti al
sole esili
pure per
muoversi o
germinare
non ha senso
tutto questo
tutto è inutile
come il respiro
d'una statua
un esile
compromesso
tra tutto quello
che non mi
accetta
l'indifferenza
la somma
totalitaria delle
parti la mia
deficienza
ashurado
venerdì, 03 ottobre 2008, ore 17:55

(Senza titolo)
Lì dove
accasciai
le lacrime
sorsero foglie
fino ad
eclissarmi
come parole
vuote in
un turbinio di
silenzio
quasi scalzo
dragai
l'immenso
spauro d'assai
pensieri
quasi volessero
dimenarmi
volentieri mi
fermai in una
spelonca di
preghiera per
sedar il guado
l'acqua nera
ed oltre le
spine dei
roveti stolti
m'inerpicai
rovente tra
passi vagabondi
sperando di
non morir
sovente ad
ogni ragione
quasi fossero
raggi di luce
in una buia
prigione
potrà mai
la luce donar
ristoro ad un
animo contorto
come il mio?
Ora che l'amore è
sepolto ed
ho smarrito il
bivio tra il
sogno è
l'incubo che son
sempre in
procinto!
Potrò mai
rinsavire il
mio cuore da
queste spirali che
tanti lai sembrano
addurre il mio
cuore all'inferno?

ashurado
domenica, 14 settembre 2008, ore 04:04

Nascere è una cosa sporca

Birthmachine di H.R. Giger

Piscia sulle mie pagine bianche


stuprami con l’inchiostro


delle tue dita sporche



Vomita nel mio sesso


la tua ispirazione



Voglio l’orgasmo delle nove muse


mentre bevono dalla sorgente


di tutti gli scoli del mondo



Sono la tua fogna


sul monte Citerone



Calpestami coi tuoi piedi bucati


Oh Edipo



Smembra tuo padre



Copula con tua madre



Sii come Dio


il tuo serpente sarò io



Nutriti di conoscenza


nell’eterno ritorno


del bene e del male



Come mela dall’albero cadrò


sulla testa degli sciocchi



E la gravità mi avrà.

MoulinDesBureau
martedì, 28 novembre 2006, ore 09:51

PENDEVI DA ME, AMAVI IL SAPORE.

Come peccatrice, come Proserpina,

guardavi e chinavi il volto,

mi facevi bruciare gli occhi.

Mi tiravi da dentro, eri divina,

chiudevo gli occhi e mi davo all'ascolto,

del suono di baci e schiocchi.

E poi rigido, li riaprivo e vedevo i dannati

bussare dietro la porta, col terzo occhio l'incendio

dentro di me. Poi il dispendio

che cancellava per pochi secondi i miei peccati.

smith222
giovedì, 17 agosto 2006, ore 20:39

vita che corri veloce
e scivoli calda sui binari
di questo treno che stenta a fermarsi
mentre il vento taglia 
un altro sorriso da consumare
indeciso come una carezza
che  s'infrange  stordita
fra i tuoi fianchi
che cercano amore
 
(k.20-03-02)
mi trovi qui
Kruger
mercoledì, 07 giugno 2006, ore 09:27

NON PROVO POESIA PER TE

Ancora, stringimi le mani, abbracciami.

Vedo i miei occhi e te dietro di loro, ma

le mie parole sono inutili. Le pronuncio ad uno specchio.

Adoro me stesso con freddezza, calma.

La senti con i piedi sulle mie gambe, con le mani

sui miei fianchi, lisci come le tue guance.

Nei pochi centimetri che avanzano fuori

da un sorriso di piacere. Nelle spinte improvvise.

Nelle smorfie che ci sporcano la pancia.

NON PROVO POESIA PER TE, perchè sono appeso

ai tuoi peli dell'inguine che fra poco raderai.

smith222
lunedì, 29 maggio 2006, ore 03:19

Ti porterei lontano, solo per poter parlare più forte,
senza essere uditi, senza essere visti,
per avvicinarmi al tuo odore
per provarti sulla mia pelle.

Faresti domande a cui non risponderei,
che sono stanco bambina,
stanco di questa armatura, stanco di queste radici di pioggia.
In silenzio ti guarderei, aspettando le tue labbra.

Su ogni centimetro della mia anima, cominciando dagli occhi,
cercheresti magia,
rimanendo delusa.
Sono una strada di terra, dormo notti di pietra.

Eppure brucio,
ho santità da passarti,
lentamente con le mani
come un gioco di prestigio.
Ho un miracolo posato proprio sulla punta della lingua,
dolce come caramella,
da mostrare ai tuoi denti,
da benedire il tuo ventre.

Eppure brucio, incendio vivo,
ho ritagli di sole
da versare nel latte della tua pelle,
e un modo tutto mio
per pregare
di fronte all' altare del tuo corpo.

Calpesta quindi le nostre ore
come conchiglie,
e sciogli la polvere nel tuo miele.
Cospargi così le mie ferite,
così i tuoi sogni,
mentre il sangue si mescola,
mentre il vento ci spazza via

e purifica.

Hardvoice
giovedì, 25 maggio 2006, ore 02:56

E' ORA DELLA POESIA PIU' TRISTE

E' ora della poesia più triste.

Mi tiro giù i pantaloni per scriverla..

abbandono le rime e rimetto per l'alcol.

E' la poesia più triste.

Ore aspettando niente, viverla,

e sentirsi male senza sintomi.

Vedo i vostri visi miseri. Le forbici

che taglian pian piano, crudeli ed arruginite.

Mangio e fumo di fretta.

La poesia più triste è l'insieme di cose

che fanno sudare, potere e godere

per pochi attimi.

Adoro baciare e sbavare ma lei

mi conquista portandomi a letto.

Mi gira la testa mentre respira difianco a me.

Non mi sottolinea.

Non mi resta che finirla

e andare a dormire..

Sembra la poesia più triste.

davìd

smith222
giovedì, 18 maggio 2006, ore 18:12

(dicono
devi toccare il fondo per risorgere)
non ti mancheranno le mie deliranti lettere notturne
a risollevarti
non mi mancheranno le tue labbra velluto carminio
a baciarmi la buona notte

ho sentito il clack del tuo silenzio

avidi polpastrelli famelici vuoti di unghie
H A N N O
sfiorato timidi
H A N N O
urtato sconvolti
H A N N O
toccato trepidanti
H A N N O
grattato nei sottofondi

bagnandosi di lucente salvezza eterna
che una volta, era scosse a corrente alternata

ora stò meglio


(MI DICO)
ilariathequeen
sabato, 29 aprile 2006, ore 08:03

Stropiccia l’altra me
impicciami fra le tue vene
snodami i respiri
e annodami al tuo pene
diamante
Bevimi l’istante
che mi annaspa fra le gambe
e scende e cola e strazia
di una fine sublime.
Momy
lunedì, 27 marzo 2006, ore 20:57

_Orchidea_

 

Un’ orchidea sul tavolo del nostro bar

le tue dita che tamburellano veloci aspettano

che il mio viso illumini la stanza.

Mi siedo con te e la tua mano stringe la mia

con una dolce brutalità che mi commuove,

le labbra si posano sul bicchiere di rum

e assaporo tutto il profumo di quel fiore rosso

che mi guarda e quasi brilla sul legno scuro.

Batto gli occhi e sono in quella stanza

sulle lenzuola bianche il tuo corpo nudo,

scoperto da ogni fuggevole vergogna,

mi rapisce la tua pelle, 

con i rossi petali sfioro la tua forma adagiata sul cuscino

percorro come una piuma il delicato collo poi,

passando dall’insenatura tra i seni

mi trovo in una corolla rosata, piatta e vellutata,

quasi come quelle piume in cima allo stelo che tengo in mano.

Accarezzarti il pistillo con le labbra sarebbe un delitto,

voglio che tu senta la tenerezza della sensualità.

 

(image by FLOWERSmara)

 

FLOWERSmara
mercoledì, 22 febbraio 2006, ore 20:37

"EROTICO LIQUIDO"

 

 

 

Io GIOCO con le forme, la geometria nascosta nelle curve femminili del corpo.

Mi piace perdermi nelle grotte segrete e guardare tutte le delizie che ogni cosa mi propone, APPROFITTO di tutto quello che mi viene offerto e non ne ho mai abbastanza.

Sono una di quelle anime perse, una di quelle che non pensa ma agisce. Non mi piace lasciare nulla al caso e penso sempre a tutte le situazioni più perverse.

Utilizzo tutti i sensi che ho a disposizione per amare tutte le donne che mi si presentano davanti agli occhi.

Angeli e diavoli, non faccio distinzione…io TOCCO il corpo di ognuna fino a raggiungere il piacere infinito, fino a bagnarmi le mani di un liquido dolcissimo.

Adoro usare degli attrezzi per divertirmi con le mie vittime e spesso uso delle CORDE che legano la mia vita alla loro e le porto in giro, come delle schiave al mio servizio.

Bramo l’odore del sangue e della carne quindi a volte MORDO le mie muse accarezzandole dolcemente, al loro piace, lo so perché urlano d’incanto ogni volta che le mie dita sfiorano il loro sesso e lo insudiciano del loro stesso sangue.

Io sono SOLA e nessuno voglio al mio fianco per più del tempo che impiego a farle godere, mi infastidisce il sapore del dolce che si nasconde dentro le bocche di coloro che si danno per tutta la vita.

Io PRENDO e do quasi nulla di me stessa se non il mio corpo forte e oleoso.

Sono creatura della notte e i miei occhi riescono a osservare solo il viso di una donna al buio, con la luna che lo illumina appena…io non mi guardo mai.

Per capire quanto è bello un corpo io LECCO la loro pelle ed ASCOLTO la profondità dei loro sospiri o dei gemiti del ventre mentre la mia lingua penetra nella caverna dell’Eden.

La mia casa non ha porte, tutte possono entravi e uscirvi quando vogliono, io non abito con loro le guardo passare davanti al mio letto, loro sfilano per me perché sono belle.

Io sono la cacciatrice e loro le PREDE che scappano correndo nei boschi che si stagliano sopra il mio sesso, vi passano le mani e lo accarezzano delicate.

Proprio come io INFILO il mio orecchio nelle loro bocche per ascoltare i loro desideri, voglio esaudire tutto ciò che mi chiedono di fare.

Le bagno sempre con lo champagne e poi le abbraccio così forte da farle tingere di viola…ma a me piace così.

Loro VENGONO da me perché vogliono solo la mia mano…

Vuoi provare anche tu?!

Sento già che il tuo corpo si sta scaldando e che la tua mente abbandona il selciato per entrare in un sentiero di fuoco, l’ardente via della PASSIONE che non vuole impegno ma solo un soffio.

TU che non hai mai provato nulla di tutto questo credi che io sia pazza, ma solo perché se provassi ti renderesti conto che io sono la geisha della tua anima, le dita della tua mente che ti toccano e ti fanno godere ma non vogliono nulla in cambio.

Non sono una PUTTANA, mi nutro di quel liquido che solo le donne possono darmi, quel vino dolcissimo che spargerò sulla mia pelle fino a che sono al mondo.

Danzando nella solitudine del giorno io mi specchio nel volto di migliaia di donne vogliose e sole, donne che non sentono nulla nel loro cuore, ma che pensano con il sesso.

La mia vita è piena di soddisfazioni, do la felicità alle donne ed è l’unica cosa che posso DONARE.

Non voglio soldi ma solo un’altra preda da poter cullare con la frusta nel mio letto di rose, nella mia stanza scura.

Vivo la giornata e non ho alcun problema con me stessa perché so di fare del bene, anche se a volte sembro un po’ SADICA e introversa mi sono circondata di figure femminili che si alternano nella mia vita come le foglie sugli alberi, in autunno.

Eppure io mi sento così….VUOTA.

 

 

 

Io GIOCO con le forme dei flaconcini dei tranquillanti, la geometria nascosta della FOLLIA.

FLOWERSmara