(Senza titolo)
Non puoi dirmi di smettere di guardarti così, se poi sei tu a scrutarmi dentro, metterci le mani e cercare risposte che neanche io so. Ci sono due modi di essere amici e tu sei il terzo (modo). Mille volte e mille stazioni. Sempre quella sensazione condivisa di non riuscire nè a partire nè a tornare. Prima o poi anche noi smetteremo di perdere treni, di fantasticare fughe improvvise, e di cercare un senso. Non basterebbe il vento in faccia, non basterebbe il sesso e neanche tutta una notte a rollarsi i pensieri tra le dita. Allora, leggimi. E poi sbraita tutto quello che mi avresti detto e non hai potuto. Con le parole puoi liquefarmi le orecchie. Cosa non ti ho detto io? Niente che non sia passato dagli occhi e dalla pelle. Niente che tu non abbia capito. Tutto quello che fingi di non aver capito. Il problema è che io ti racconto una storia e a te arriva al contrario.
Nascere è una cosa sporca

Birthmachine di H.R. Giger
Piscia sulle mie pagine bianche
stuprami con l’inchiostro
delle tue dita sporche
Vomita nel mio sesso
la tua ispirazione
Voglio l’orgasmo delle nove muse
mentre bevono dalla sorgente
di tutti gli scoli del mondo
Sono la tua fogna
sul monte Citerone
Calpestami coi tuoi piedi bucati
Oh Edipo
Smembra tuo padre
Copula con tua madre
Sii come Dio
il tuo serpente sarò io
Nutriti di conoscenza
nell’eterno ritorno
del bene e del male
Come mela dall’albero cadrò
sulla testa degli sciocchi
E la gravità mi avrà.
PENDEVI DA ME, AMAVI IL SAPORE.
Come peccatrice, come Proserpina,
guardavi e chinavi il volto,
mi facevi bruciare gli occhi.
Mi tiravi da dentro, eri divina,
chiudevo gli occhi e mi davo all'ascolto,
del suono di baci e schiocchi.
E poi rigido, li riaprivo e vedevo i dannati
bussare dietro la porta, col terzo occhio l'incendio
dentro di me. Poi il dispendio
che cancellava per pochi secondi i miei peccati.

NON PROVO POESIA PER TE
Ancora, stringimi le mani, abbracciami.
Vedo i miei occhi e te dietro di loro, ma
le mie parole sono inutili. Le pronuncio ad uno specchio.
Adoro me stesso con freddezza, calma.
La senti con i piedi sulle mie gambe, con le mani
sui miei fianchi, lisci come le tue guance.
Nei pochi centimetri che avanzano fuori
da un sorriso di piacere. Nelle spinte improvvise.
Nelle smorfie che ci sporcano la pancia.
NON PROVO POESIA PER TE, perchè sono appeso
ai tuoi peli dell'inguine che fra poco raderai.
Ti porterei lontano, solo per poter parlare più forte,
senza essere uditi, senza essere visti,
per avvicinarmi al tuo odore
per provarti sulla mia pelle.
Faresti domande a cui non risponderei,
che sono stanco bambina,
stanco di questa armatura, stanco di queste radici di pioggia.
In silenzio ti guarderei, aspettando le tue labbra.
Su ogni centimetro della mia anima, cominciando dagli occhi,
cercheresti magia,
rimanendo delusa.
Sono una strada di terra, dormo notti di pietra.
Eppure brucio,
ho santità da passarti,
lentamente con le mani
come un gioco di prestigio.
Ho un miracolo posato proprio sulla punta della lingua,
dolce come caramella,
da mostrare ai tuoi denti,
da benedire il tuo ventre.
Eppure brucio, incendio vivo,
ho ritagli di sole
da versare nel latte della tua pelle,
e un modo tutto mio
per pregare
di fronte all' altare del tuo corpo.
Calpesta quindi le nostre ore
come conchiglie,
e sciogli la polvere nel tuo miele.
Cospargi così le mie ferite,
così i tuoi sogni,
mentre il sangue si mescola,
mentre il vento ci spazza via
e purifica.
E' ORA DELLA POESIA PIU' TRISTE
E' ora della poesia più triste.
Mi tiro giù i pantaloni per scriverla..
abbandono le rime e rimetto per l'alcol.
E' la poesia più triste.
Ore aspettando niente, viverla,
e sentirsi male senza sintomi.
Vedo i vostri visi miseri. Le forbici
che taglian pian piano, crudeli ed arruginite.
Mangio e fumo di fretta.
La poesia più triste è l'insieme di cose
che fanno sudare, potere e godere
per pochi attimi.
Adoro baciare e sbavare ma lei
mi conquista portandomi a letto.
Mi gira la testa mentre respira difianco a me.
Non mi sottolinea.
Non mi resta che finirla
e andare a dormire..
Sembra la poesia più triste.
davìd
_Orchidea_
Un’ orchidea sul tavolo del nostro bar
le tue dita che tamburellano veloci aspettano
che il mio viso illumini la stanza.
Mi siedo con te e la tua mano stringe la mia
con una dolce brutalità che mi commuove,
le labbra si posano sul bicchiere di rum
e assaporo tutto il profumo di quel fiore rosso
che mi guarda e quasi brilla sul legno scuro.
Batto gli occhi e sono in quella stanza
sulle lenzuola bianche il tuo corpo nudo,
scoperto da ogni fuggevole vergogna,
mi rapisce la tua pelle,
con i rossi petali sfioro la tua forma adagiata sul cuscino
percorro come una piuma il delicato collo poi,
passando dall’insenatura tra i seni
mi trovo in una corolla rosata, piatta e vellutata,
quasi come quelle piume in cima allo stelo che tengo in mano.
Accarezzarti il pistillo con le labbra sarebbe un delitto,
voglio che tu senta la tenerezza della sensualità.

(image by FLOWERSmara)
"EROTICO LIQUIDO"
Io GIOCO con le forme, la geometria nascosta nelle curve femminili del corpo.
Mi piace perdermi nelle grotte segrete e guardare tutte le delizie che ogni cosa mi propone, APPROFITTO di tutto quello che mi viene offerto e non ne ho mai abbastanza.
Sono una di quelle anime perse, una di quelle che non pensa ma agisce. Non mi piace lasciare nulla al caso e penso sempre a tutte le situazioni più perverse.
Utilizzo tutti i sensi che ho a disposizione per amare tutte le donne che mi si presentano davanti agli occhi.
Angeli e diavoli, non faccio distinzione…io TOCCO il corpo di ognuna fino a raggiungere il piacere infinito, fino a bagnarmi le mani di un liquido dolcissimo.
Adoro usare degli attrezzi per divertirmi con le mie vittime e spesso uso delle CORDE che legano la mia vita alla loro e le porto in giro, come delle schiave al mio servizio.
Bramo l’odore del sangue e della carne quindi a volte MORDO le mie muse accarezzandole dolcemente, al loro piace, lo so perché urlano d’incanto ogni volta che le mie dita sfiorano il loro sesso e lo insudiciano del loro stesso sangue.
Io sono SOLA e nessuno voglio al mio fianco per più del tempo che impiego a farle godere, mi infastidisce il sapore del dolce che si nasconde dentro le bocche di coloro che si danno per tutta la vita.
Io PRENDO e do quasi nulla di me stessa se non il mio corpo forte e oleoso.
Sono creatura della notte e i miei occhi riescono a osservare solo il viso di una donna al buio, con la luna che lo illumina appena…io non mi guardo mai.
Per capire quanto è bello un corpo io LECCO la loro pelle ed ASCOLTO la profondità dei loro sospiri o dei gemiti del ventre mentre la mia lingua penetra nella caverna dell’Eden.
La mia casa non ha porte, tutte possono entravi e uscirvi quando vogliono, io non abito con loro le guardo passare davanti al mio letto, loro sfilano per me perché sono belle.
Io sono la cacciatrice e loro le PREDE che scappano correndo nei boschi che si stagliano sopra il mio sesso, vi passano le mani e lo accarezzano delicate.
Proprio come io INFILO il mio orecchio nelle loro bocche per ascoltare i loro desideri, voglio esaudire tutto ciò che mi chiedono di fare.
Le bagno sempre con lo champagne e poi le abbraccio così forte da farle tingere di viola…ma a me piace così.
Loro VENGONO da me perché vogliono solo la mia mano…
Vuoi provare anche tu?!
Sento già che il tuo corpo si sta scaldando e che la tua mente abbandona il selciato per entrare in un sentiero di fuoco, l’ardente via della PASSIONE che non vuole impegno ma solo un soffio.
TU che non hai mai provato nulla di tutto questo credi che io sia pazza, ma solo perché se provassi ti renderesti conto che io sono la geisha della tua anima, le dita della tua mente che ti toccano e ti fanno godere ma non vogliono nulla in cambio.
Non sono una PUTTANA, mi nutro di quel liquido che solo le donne possono darmi, quel vino dolcissimo che spargerò sulla mia pelle fino a che sono al mondo.
Danzando nella solitudine del giorno io mi specchio nel volto di migliaia di donne vogliose e sole, donne che non sentono nulla nel loro cuore, ma che pensano con il sesso.
La mia vita è piena di soddisfazioni, do la felicità alle donne ed è l’unica cosa che posso DONARE.
Non voglio soldi ma solo un’altra preda da poter cullare con la frusta nel mio letto di rose, nella mia stanza scura.
Vivo la giornata e non ho alcun problema con me stessa perché so di fare del bene, anche se a volte sembro un po’ SADICA e introversa mi sono circondata di figure femminili che si alternano nella mia vita come le foglie sugli alberi, in autunno.
Eppure io mi sento così….VUOTA.
Io GIOCO con le forme dei flaconcini dei tranquillanti, la geometria nascosta della FOLLIA.