Il Nascondiglibro
After Dark di Haruki Murakami
Einaudi, 2008
Protagonisti e spettatori. Noi, che nell'oscurità seguiamo gli intrecci di vite che non possiamo alterare. Con mani che non possiamo protendere, inermi, di fronte allo svolgersi di piccole e grandi tragedie. In questa posizione suggestiva e di importanza, ci pone e si pone, Haruki Murakami. Le storie principali si dipanano ed intrecciano nella notte mentre le altre vite ci danzano intorno come comprimari di prima qualità. Quindi, guardiamo, ci avviciniamo e nemmeno il nostro respiro può disturbare le vicende di Mari ed Eri, due sorelle che sembrano distanti chilometri una dall'altra.
Siamo in una metropoli, le luci della notte che illuminano a giorno, e poi, ci ritroviamo in un bar, con Mari che non vuole tornare a casa e sembra una ragazzina annoiata ed apatica. La incontra, per caso, un ragazzo che conosceva sua sorella e comincia a raccontarsi e far domande. Mari racconta poco ma capiamo che qualcosa c'è dietro questa patina che la nasconde, c'è un'impazienza, un'angoscia che non vuole far scoprire a nessuno. La notte si estende e sembra infinita mentre arriviamo in un love hotel e scopriamo anche una notte crudele con una prostituta cinese giovanissima picchiata da un cliente. Incontriamo chi l'ha picchiata e scopriamo un po' della sua vita da programmatore informatico. Ritroviamo e perdiamo Mari. Ma una costante c'è. Eri. Lei, dorme mentre gli altri tutti intorno corrono e impazzano nella vita, lei ha deciso di dormire. E così, in quel posto lontano dal mondo reale, lei sente tutto e non capisce se è rimasta prigioniera o cosa. E noi come spettatori non possiamo far altro che sperare che questi destini trovino un po' di pace.
Una curiosità, una delle cameriere del love hotel ad un certo punto canta appassionatamente una canzone...
Il Nascondiglibro
"Ti pieghi ma non ti spezzi,
dai ma non prendi, mi lasci a pezzi...
Jeliza Rose, come farò con te?"
Tideland di Mitch Cullin
Fazi, 2006
Eccolo. Il primo libro, la prima storia che ho deciso di raccontarvi e di portare in questo nascondiglio di libri, per Alice Lettrice e il Capitano con l'uncino.
E' Tideland. Un libro incantato ed incantevole, fiaba macabra da far tremare i cuori. Jeliza Rose vive con il suo papà rocker e la sua mamma intossicata, in un appartamento a Los Angeles. A undici anni sa dove si compra la roba migliore, come scaldare un cucchiaio e usare un laccio emostatico. E' un rito magico per far viaggiare suo padre, lontano, in Danimarca tra regine di ghiaccio e leggendari combattenti. Lontano da una moglie di quarant'anni più giovane e troppo veleno in corpo, da far stare sdraiati tutto il giorno per il peso.
E' così che passa le sue giornate Jeliza Rose, compiendo magie e riti temendo mostri e fantasmi e creature immaginarie. Forse, per questo motivo, quando l'orrore è proprio lì, davanti ai suoi occhi da bambina che non lo riconosce. E' solo una parte di storia per non far chiudere gli occhi la notte. L'orrore è lì, avvolto in fiamme, in una pira funebre.
La Danimarca è lontana, certo, ma un modo per scappare da tutto si trova. Una casa sperduta in campagna. Senza finestre e con il tetto rotto. Con gli scoiattoli che rosicchiano e fanno dispetti. Il mondo si capovolge, una volta ancora, per Jeliza. Lucciole fra i capelli e grida di treni. Diventa un'avventuriera, lei e le teste di bambola che con coraggio sfidano la Morte e vogliono scoprire dove si nasconde lo squalo. Mentre il padre è in viaggio ma troppo lontano, questa volta. E non sente il brontolio della pancia di sua figlia e non vede quando tutto va a rovescio, ancora e di nuovo. Il cielo non esiste e la casa di legno è un sommergibile.
Jeliza che scopre segreti a cui non sa dare un nome.
Jeliza che strordita nasce di nuovo.