Gli Astoriati
Salvatore Scarpitta, il vero Barone rampante
L'incontro fra Calvino e il suo barone rampante avvenne una sera del 1950, all' osteria Menghi, in via Flaminia, ritrovo di artisti e scrittori. Si chiama Salvatore Scarpitta il vero barone rampante, giovane artista che a 17 anni va a studiare a Palermo e poi a Roma all' Accademia di Belle arti. Nel '46 la sua prima mostra romana. Frequenta ed entra in amicizia con altri giovani artisti. Quella sera del 1950 all'osteria Menghi racconta a Italo Calvino la sua avventura di dodicenne sull' albero di pepe. Salvatore Scarpitta è nato a New York nel 1919, è figlio di uno scultore siciliano e di un'attrice di origine russo-polacca. Un mattino di marzo del 1931 Salvatore litiga col padre che gli chiede di tinteggiare un cancello; per evitare un paio di scapaccioni, si rifugia su un albero di pepe dove resta per tutto il giorno. Passata la buriana, scende. A scuola racconta l' episodio ad alcuni compagni che, divertiti, lo riferiscono ai propri genitori. Di bocca in bocca, la storia finisce sui quotidiani del posto, che, naturalmente, ci ricamano su. Allora il ragazzino decide di realizzare ciò che legge sui giornali. Così risale sull' albero e vi resta per 34 giorni. Diventa un «caso». I quotidiani lo seguono giorno per giorno. Sull' albero-casa, Salvatore «riceve» anche amici e ammiratori. Fra questi, i fratelli Hunter, che detengono il primato mondiale di permanenza in volo. L' incontro viene immortalato in un paio di fotografie. La strana avventura procura al dodicenne anche una certa somma di denaro, che gli permette di andare in Sicilia assieme alla famiglia. Sette anni dopo l'incontro con Scarpitta esce Il barone rampante. Scritto in soli due mesi.
Il Barone rampante di Italo Calvino
Il romanzo fa parte di una trilogia che comprende anche "Il visconte dimezzato" ed "
La vicenda del Barone si svolge nel 1767 nella tenuta dell’immaginario paesino ligure di Ombrosa.
A pranzo, il dodicenne Cosimo Piovasco di Rondò rifiuta una zuppa di lumache e il padre lo caccia da tavola. Dopo un po' , il ragazzo si arrampica su un leccio - dove saliva col fratello di otto anni - e non scende più. Vi trascorrerà 53 anni.
Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi. Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco. Era mezzogiorno, e la nostra famiglia per vecchia tradizione sedeva a tavola a quell’ora, nonostante fosse già invalsa tra i nobili la moda, venuta dalla poco mattiniera Corte di Francia, d’andare a desinare a metà del pomeriggio.
Così ha inizio la storia del piccolo baronetto Cosimo narrata dal fratello minore Biagio. Inizialmente tutti pensano che Cosimo si sarebbe presto stancato e che sarebbe tornato giù. Ma non fu così. Forte, testardo e scontroso com’è non viene mai meno ai propri ideali. Prosegue gli studi, impara a cacciare, consolida amicizie, si innamora, segue la vita di famiglia. Il barone non perde nessuna esperienza, conosce l'amore travolgente e necessario e quello sconvolgente dell'abbandono, incontra i pirati, i carbonari, i pendagli da forca, i contadini, i massoni, i francesi che innalzano alberi della libertà, la nobiltà iberica esiliata dalla Terra dal re di Spagna e dunque costretta a vivere sugli alberi, i monelli che rubano la frutta, la nobiltà, le gazze ladre, le pernici, gli apicoltori, e l'imperatore di Francia Napoleone, Diderot e Voltaire.
Il barone sugli alberi cresce e si adegua al suo mondo. Scoprirà i libri, la compagnia che dà la letteratura, gli ideali, scriverà trattati sulla civiltà, sulla repubblica ideale degli alberi: un mondo utopico in cui tutti potrebbero vivere sugli alberi, imparerà a cacciare, a lavarsi, a proteggersi dalle stagioni e dai banditi, ma non saprà mai difendersi dall'amore di Viola.
Gli Astoriati
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Chi sono gli Astoriati?
Ho deciso di chiamare così quei personaggi bizzarri che sono in cerca di storie che svelino la loro identità per donare loro una dignità. Personaggi che se non avessero ispirato grandi scrittori non sarebbero mai entrati nel nostro immaginario e non sarebbero ancora oggi ricordati. Molti di noi però non sanno che alcuni dei personaggi delle storie che amiamo hanno preso in prestito la vita da persone realmente esistite che grazie alle pagine e al talento di alcuni scrittori sono diventati eroi immortali. In questa rubrica si farà l'identikit dei personaggi astoriati che hanno avuto in prestito una storia che li ha resi celebri ma di cui essi stessi hanno contribuito a determinare il successo.