sabato, 15 novembre 2008, ore 00:10

I - Spleen metropolitano

Sentirsi come rami spezzati

a scrivere utopie
descrivere attese
impazzire la sera
per un cenno assente.

Nemmeno la forza per odiare
avere la maledetta fottuta
ragionevolezza
per togliere il disturbo..

Sperare di addormentarsi.
Farla finita col giorno e con la notte.
DarkOtrebor
lunedì, 24 luglio 2006, ore 14:02

Verso Lipsia


Sacra
Santa
Solitudine

La donna che spinge,
drastica tra i poli.

Via tutto,
essenza,

...così immobili sono i gradi,
sottile membrana e oltre l'incoscienza.

Via tutto,
pelle,

piango senza lacrime, nè singhiozzi,
così cinica questa esistenza, piango.

Via da me,
voi,

ferire, distruggere vite,
cuore arso dal gelo, di più..
..c'è il peso insostenibile
responsabilità
malattia dell'essere,

La donna che s'assorda,
irrispettosa e sbagliata,
ancora cerca incerta
la ragione dei suoi dubbi.

Si finisce per odiare,
poi per abiurare,
poi infierire,
poi...
....

Ma il telefono continuava a squillare
fino a che non si spense
E l'altro telefono svegliava dai sogni l'innocente.

Sacro
Santo
Spegnimento.

Come un fuoco,
m'estinguo.

Via
dalle spiegazioni
che m'ammazzano.

Lentamente, lentamente
verso Lipsia.
Nuova, pura, presto.

DarkOtrebor
domenica, 19 marzo 2006, ore 01:39

Nuda, patetica e tragica

Si muove al rallentatore,
sui binari d'acciaio della situazione.
Densa è l'aria dell'imbarazzo
E silenzioso è il nulla pieno di significato

Spogliati
Ancora sempre più nuda nel vento

E pretenderai
che io sia più nudo di te,
è nel tuo codice genetico,
non lo prevedo, lo so!

La macchina da presa
scandisce le mosse e il ritmo.

L'attesa e l'ascolto
rispettano il copione:
questa è l'educazione!
questa è la mediocrità che ci rende umani..

Occhi che leggono
indagano e scrutano il buio.

Ma il buio è dissipato
è luminoso per i miei occhi,
che mi dà la solita banale nausea.
Spleen d'autore, e stanchezza.

Grottesca, ti spogli al mio comando: sei nuda, patetica e tragica.
o rifiuti di obbedire, ma non riesci a vedere quel che ho visto e ab-usato io.

Sei sola sulla scena. La mia compagnia s'è dissolta quando hai iniziato ad obbedire, o quando hai rifiutato.
Patetica e grottesca, la tua maschera sta bruciando i tuoi lineamenti più belli.
Sulle spalle cola ardente la plastica e il trucco.
Quel che rimane, è un'altra tragica morte - vittima dell'arte e della noia.


DarkOtrebor
sabato, 18 marzo 2006, ore 15:32

Mechanical Dream

Un sussulto e il mio corpo torna ad essere la mia prigione
Sento rimbalzare nella mia mente
gli ultimi riflessi della mia anima libera
che per un impercettibile frazione di tempo
ancora non realizza del suo nuovo stato di prigionia

Apro gli occhi e vedo la mia figura
in uno specchio sopra di me, o come su di un monitor
Ha gli occhi chiusi, e le labbra serrate
Ma io guardo, e parlo, grido, urlo
Nulla
Non si muove
Non MI muovo

Chiudo infine gli occhi
e quando li riapro
qualche raggio di sole scivola nella mia stanza gialla

Mi alzo, i capelli arruffati davanti agli occhi
Mia madre: "ben alzato!"
PuppetMaster
giovedì, 16 marzo 2006, ore 00:39

Convulsioni Acustiche

Ti sento dentro,
ma sei fuori
giacchè sei aria

Sei sempre stata
aria, ma.. onde
vibrazioni convulsioni acustiche

Vibrano forte secche
puoi sentirle ma
sfibrano solo me!

A mani nude
sul metallo nero
sinuose onde seducono

E straziano, stridono
abbracciano e stringono
divorano e feriscono...

Attraverso i fianchi dell'aria,
vivo e muoio in questa sinusoide...
soffocato dalle mie convulsuoni acustiche

DarkOtrebor
venerdì, 10 marzo 2006, ore 03:27

BUREAU DELLA PAROLA: La parola nuda

"Mare"

MARE

Ti sento torbida
cullata dal riflusso
incendiata dal buio cristallo

Ti ho amata Nera
quando i lampi d'estate
erano oltre la linea indistinta

Ti perdo e
non ho me stesso dentro
ma solo umori amari,

buio mare

[parola nuda di Cristina]

DarkOtrebor
martedì, 07 marzo 2006, ore 22:28

FIN TANTO CHE L'INGANNO E' DOLCE
RIFIUTERAI LA MIA SINCERITA'

Si sceglie sempre la battuta ovvia
anche quando il copione non si conosce

Libero arbitrio
L'illusione della dolcezza

Commozione ( cerebrale )
per una carezza inedita.

Trattenute e corse a gettare via
ciò che ancora non si è visto e amato

Per lei che crede nell'inganno
Fin tanto che l'inganno è dolce

E aspramente accuserà le nuvole
se è ancora inverno.

E chiuderà gli occhi chiedendo a dio
che io non esista più

Perchè io sono il fango
Ma lei sta vivendo un sogno

Nausea, Vomito, Dolore
è tutto così grottesco per me.

Il corpo si raffredda assieme alla crosta terrestre
E ho perduto la voglia di rassicurarla...

"Se uno specchio ha smesso di riflettere la tua immagine senza difetti,
quello specchio è sincero.
Ma tu hai in mano una pietra
Sto contanto i secondi che mi rimangono..."

Ora il mio silenzio
per ilsuo sogno infangato ( dalla sua ingenua debolezza )

Fin tanto che l'inganno sarà dolce
Rifiuterai la mia sincerità

[liberamente tratta da fatti liberamente interpretati]

DarkOtrebor
domenica, 26 febbraio 2006, ore 20:45

LATTE E CIOCCOLATO

Mani che osano,
ma che hanno in sè la colpa di ( non ) rispettare il limite.

Pelle sulla pelle
calore che si disperde nella stanza, e lo stomaco che reclama

Specchi al buio delle 3 del mattino
Un tentativo da dietro.

Ma si fallisce sempre, quando lei vuole.
E la carne non può che aspettare.

Vestirsi e negare, vestirsi è negare.

E non tardò che egli se ne tornò a casa.
Poi sei in grado di sorridere serenamente convincendoti che era giusto così.

Inutili ragioni, ma ne sei convinta.
Le mani non osano mai abbastanza se c'è un limite.

Attese che eccitano.
E gemiti che si disegnano nelle fantasie del maschio.

Perversioni e peccati.
Encicliche messe da parte per un orgasmo improvvisato.

E un dio confuso sta a guardare
dall'alto della sua storica misericordia.
E cantando una canzone e dicendo "cazzo" cerchi di darti un tono,
che non potrà mai convincere me.


[liberamente tratta da fatti realmente accaduti a chi so io...Vestirsi E' Negare !]

DarkOtrebor
mercoledì, 08 febbraio 2006, ore 04:37

IMPROVVISE AZIONI: Prima della Poesia

Categoria di DarkOtrebor

Improvvisazione di azioni non premeditate,

in cui l'intelletto e la passione hanno la meglio

sulla forma.

Delirio ed espressione prima ancora di comunicazione.

MoulinDesBureau
martedì, 07 febbraio 2006, ore 12:33

CATEGORIA: IMPROVVISE AZIONI

La distanza del risveglio

Intensa agitazione
nel letto o nel luogo dove mi trovavo
di fronte e attorno, mura di sguardi
attoniti per la mia improvisa comparsa
occhi invecchiati di quasi un anno,
ma li riconosco...
...mentre loro conoscono solo l'odio verso di me.
Si, odio
mentre dalla cucina sento
la voce di quella donna che per troppe ore ho ascoltato
con tutte le illusioni di crescita o di maturazione.
Quell'odio che si propaga
e disturba una quiete che io non ho conosciuto
quiete che si è creata dopo di me.
Odio,
semplicemente che derivava dal mio odio.
E quindi
Rabbia!
Vedo l'adultera sconvolta, la madre e il sostituto.
Agitando virilità come panni sporchi al vento,
il maschio getta su me il suo orgoglio ignorante.
Volendo umiliarmi.
Mi astraggo, mi separo da me.
E vedo come l'isteria è una malattia sociale.
Ritorno in me e,
non soffocando più la rabbia,
mi getto sul sostituto,
lanciando mani e odio.
Agitazione Intensa
ritorno da dove sono partito.
Un letto,
è solo un sogno.
Ora sono sveglio, e il malumore mi condizionerà la giornata.
Così come i ricordi delle cose e delle persone passate mi provocheranno nausea da qui alla fine dei miei giorni !
AMEN.

DarkOtrebor