Continuava a camminare danzando tra le strette onde
le sue dita accarezzavano affilati steli d'erba.
Uno sguardo alla riva e uno all'acqua
e l'antico splendore non elargiva trasparenze.
Il suono del vento le stringeva i capelli
ed il tepore della notte le sfiorava le gote.
Soffici vesti non le impedivano brividi
e lunghi sospiri componevano note.
L'arida terra le graffiava le caviglie
l'arsura le raggiungeva il cuore.
Occhi al cielo a respirare ossigeno
e dilatati polmoni per accogliere sogni.
(Senza titolo)
Duali disgiunte creazioni richiedono necessità di esecuzioni
filiazioni di vocaboli volti a ristabilire equo equilibrio;
altalena culla proponimenti per comune spazio condivisibile
nuovi additivi linguaggi permettono la nascita di sostanze colla.
Districate nature equivoche alterano i lunari altipiani
saldi passi oscillano lungo gli scoscesi macchinosi ampi percorsi;
lenti bifocali aprono porte e discostano caligine notturna
è conquista la raggiunta forma di liberazione da materia in luce.